15 luglio 2020
Aggiornato 14:00
Governo

Renzi non giocherà la Partita del cuore

Il premier ha spiegato su Facebook: «Il M5s mi accusa di strumentalizzare il calcio in campagna elettorale, di volere la diretta tv per conquistare voti. Ho deciso allora di non partecipare quest'anno. Grazie alla rabbia e alla paura dei grillini per la prima volta si sporca un evento che da anni unisce gli italiani»

ROMA - Matteo Renzi ha annunciato che non giocherà alla Partita del cuore dopo le polemiche sollevate dal Movimento 5 Stelle. Il presidente del Consiglio ha spiegato su Facebook perché ha deciso di non partecipare all'evento organizzato a Firenze, per raccogliere fondi per Emergency: «Maggio 2013, Torino. Mi invitano alla partita del cuore, allo Juventus stadium. Anche un cuore viola come il mio deve ammettere che è bellissimo. E la città risponde alla grande: beneficenza, emozioni, divertimento. Torno negli spogliatoi e scatta in me l'istinto della competizione. Il prossimo anno facciamo la partita a Firenze, propongo. Ci danno l'ok e destiniamo l'incasso a Emergency. Sono felice. Poi, come noto, cambio mestiere. Qualche giorno fa mi chiama Gino Strada e mi chiede di rilanciare l'attenzione dei media, di aiutare anche nel mio nuovo ruolo, per fare della partita un'occasione di sostegno per i progetti di Emergency. Lo faccio volentieri. E qui casca l'asino, anzi il grillo».

M5S STRUMENTALIZZA BENEFICENZA - «Il M5s - ha sottolineato Renzi - mi accusa di strumentalizzare il calcio in campagna elettorale, di volere la diretta tv per conquistare voti. I miei amici si domandano con la consueta gentilezza se mi hanno mai visto giocare per pensare che un mio assist sposti voti. Ma il punto non è questo. Il punto è che grazie alla rabbia e alla paura dei grillini per la prima volta si sporca un evento come la Partita del cuore che da anni unisce gli italiani. Strumentalizzare gli 80 euro, i segreti di stato, gli investimenti sulle scuole è ancora polemica politica. Strumentalizzare la beneficenza no».

IO QUEST'ANNO NON GIOCO - «Ho deciso allora - fa sapere il premier - di non giocare la Partita del cuore di quest'anno. Anche se mi costa dal punto di vista personale perché siamo fatti di carne e giocare con Baggio, Batistuta e Antognoni per uno come me che ama il calcio (non ricambiato, lo so) era un piccolo sogno: inutile nascondersi, siamo uomini. Però sono il presidente del Consiglio di un paese che non merita polemiche ridicole come questa. Non hanno paura di me calciatore. Hanno paura di chi vuole cambiare l'Italia, restituire speranza, cambiare la protesta in proposta. Per questo tutti i giorni attaccano sul personale, sul pesante. Va bene, lasciamoli fare, mettiamo al sicuro ciò che non merita di essere sporcato. Io quest'anno non gioco. Ma Chiedo comunque alla mia Firenze di rispondere alla grande. Che l'Artemio Franchi sia pieno, che siano tante le donazioni, che sia una grande festa. Mostriamo in diretta tv il cuore grande di questa città così solida, perché solidale. E le lasciamo le meschinità a chi se le può permettere. Un sorriso e avanti tutta».

80 EURO PRESA IN GIRO? GRILLO VIVA CON 1200 EURO - Poi Renzi ha voluto replicare anche a Beppe Grillo che lo ha preso in giro sul bonus da 80 euro: «I comici milionari dicono che 80 euro sono una presa in giro. Se provassero a vivere con 1200 euro al mese non lo direbbero», ha scritto su Twitter, con l'hashtag #lavoltabuona.