27 maggio 2024
Aggiornato 11:00
Politica estera | Crisi marò

Marò: ennesimo rinvio. Letta: «Italia e UE reagiranno»

Il procuratore generale indiano ha confermato davanti alla Corte suprema la richiesta di processare i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sulla base del Sua Act, la legge antiterrorismo e antipirateria. Duro il Premier Letta: «Marò, inaccettabile l'imputazione proposta da autorità indiane»

NUOVA DELHI - Il procuratore generale indiano ha confermato davanti alla Corte suprema la richiesta di processare i due marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sulla base del Sua Act, la legge antiterrorismo e antipirateria, pur chiarendo che secondo Nuova Delhi la legge in questione dovrebbe essere applicata senza una specifica richiesta di condanna alla pena capitale. E' quanto si è appreso da fonti di governo, secondo le quali i legali della difesa hanno manifestato alla Corte la loro assoluta opposizione a questa soluzione.
Dopo avere ascoltato gli argomenti delle due parti, il giudice Chauhun si è riservato di prendere una decisione nei prossimi giorni ed ha fissato una nuova udienza al 18 febbraio prossimo.

LETTA: REAGIREMO - «L'imputazione proposta dalle autorità indiane» a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è «inaccettabile». E' quanto scrive in un Tweet il presidente del Consiglio Enrico Letta. «Marò, inaccettabile l'imputazione proposta da autorità indiane. Uso del concetto di terrorismo da rifiutare in toto. Italia e Ue reagiranno», ha spiegato il premier, dopo la decisione della Corte Suprema di convocare una nuova udienza il 18 febbraio a seguito della richiesta della procura di processare i marò applicando il Sua Act, la legge antiterrorismo e antipirateria.

MAURO: ALCUN FONDAMENTO - «Solo un tribunale italiano potrà pronunciarsi in modo sensato sulla vicenda» che vede coinvolti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò trattenuti in India nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di due pescatori del Kerala nel febbraio di due anni fa. E' quanto ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro a Skytg24, in collegamento telefonico da Nuova Delhi.
«Tutto quanto fatto dagli inquirenti indiani contraddice le indicazioni di un anno fa della stessa Corte suprema indiana. Tutto quanto proposto finora non ha per noi alcun fondamento», ha spiegato il ministro.

PITTELLA: GOVERNO RICORRA ALL'ONU - «Ora basta. Il governo faccia subito ricorso all'Onu, valuti se ritirare l'ambasciatore da Nuova Delhi e faccia forti pressioni a Bruxelles perché anche l'Ue e gli altri Stati membri si muovano contro l'inaccettabile decisione della Corte indiana di applicare la legge antiterrorismo nei confronti dei nostri Maró. Non sono terroristi. L'Italia non è un Paese terrorista. Noi siamo nell'alveo del diritto, l'India no».
Lo dichiara Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo ed esponente Pd.