20 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Politiche europee

Letta: «L'Italia alzerà i toni al prossimo Consiglio UE»

Il Premier: «Può essere la svolta o può essere la tomba. Se finisce con parole vuote e vincono coloro che non vogliano fare andare avanti l'Agenda Digitale e l'Europa, rischiamo effetti terribili sul futuro del nostro continente»

MILANO - Il premier Enrico Letta ha assicurato che al Consiglio Europeo del 25 e 26 ottobre l'Italia è pronta anche ad «alzare i toni» pur di arrivare ad un risultato «concreto» sull'agenda digitale e sul mercato unico delle telecomunicazioni.

RISCHI TERRIBILI - Intervenendo al convegno organizzato da Confindustria sull'Agenda Digitale, Letta ha detto: «Il prossimo Consiglio Ue può essere la svolta o può essere la tomba. Se finisce con parole vuote, i soliti acronimi, e vincono coloro che non vogliano fare andare avanti l'Agenda Digitale e l'Europa, rischiamo effetti terribili sul futuro del nostro continente».
Per il primo ministro dunque «deve esserci un'alleanza tra coloro che vogliono fare andare avanti l'Europa con più competitività rompendo le sacche di interessi costituiti che ci bloccano» e in questa direzione «l'alleanza tra il governo italiano e la Commissione è forte, e verrà fuori giovedì».

ALZEREMO I TONI - Il presidente del Consiglio ha quindi ammonito: «L'Italia interverrà su questo giovedì, e alzeremo i toni perché è un'occasione irripetibile. Siamo a nove mesi dalla fine di una legislatura europea. Ci troviamo nell'ultima finestra per non perdere questa occasione, se la manchiamo, perdiamo due anni secchi: ci ritroviamo nel 2015. Per questo l'impegno italiano per il mercato unico delle telecomunicazioni sarà fortissimo. Servono campioni europei, e avere 28 mercati nazionali rende molto complesso essere competitivi ed avere la dimensione necessaria per essere forti.
Non è possibile che i singoli regolatori nazionali blocchino tutto. Avere campioni europei fa la differenza. Giovedì e venerdì l'Italia sarà determinata nel giocare questa partita»
.

STABILIRE CHI COMANDA - Quindi il capo del governo ha spiegato come vede i rapporti nella sua maggioranza: «Stabilire la gerarchia e stabilire chi comanda: solo così si sciolgono i nodi. Se comandano un po' tutti, non si portano a casa risultati. Negli ultimi sei mesi, non banalissimi o facilissimi per il lavoro dell'esecutivo - ha sottolineato Letta - abbiamo cercato di sciogliere i molti nodi, e questa è la strada. Si blocca tutto quando non si scioglie alla radice il meccanismo dei 'concerti', per non sapere dire di no ad un ministero, alla fine non si fa niente».

AGENDA DIGITALE PRIMA RIFORMA - In conclusione Letta ha parlato dell'Agenda digitale: «E' la principale riforma dello Stato, non ci sono dubbi», soprattutto perché è il modo migliore per eliminare le «sacche di discrezionalità» nella Pubblica amministrazione all'origine dei molti dei problemi italiani. Per attuarla, ha concluso il premier, non servono tante nuove norme, ma soprattutto «riuscire ad attuare le norme che già ci sono, evitando la politica dell'annuncio ma andando a vedere che fine fa la norma: così possiamo fare dei passi avanti. Frustare la Pa perché dia la più rapida attuazione possibile alle norme che abbiamo voluto è fondamentale.
Sicuramente il punto chiave, è ovvio, è che più riusciamo a fare passi avanti in questa direzione più abbattiamo le intermediazioni, che in Italia finiscono per bloccare tutto, creando discrezionalità: più ce ne sono, e più il lavoro degli imprenditori diventa complicato. O si superano queste sacche di discrezionalità, e da noi ce ne sono ancora tante, o qui ci giochiamo la capacità di essere competitivi»
.