21 luglio 2019
Aggiornato 19:30
Giustizia | Ineleggibilità Berlusconi

Il Pd stoppa il Pdl. Zanda: «Separare Giunta del Senato da Governo»

I Democratici insistono: «L'Italia, le sue prospettive economiche, il futuro di tante famiglie non possono dipendere da una decisione di Palazzo Madama». Leva: « Il Pdl la smetta con le minacce e si assuma le sue responsabilità»

ROMA - Il Partito democratico (Pd) non accetta che i lavori della Giunta per le elezioni del Senato, che deve decidere sull'agibilità politica di Silvio Berlusconi, siano collegati alle sorti dell'esecutivo Letta.

ZANDA, GIUNTA E GOVERNO VANNO SEPARATI - Lo ha spiegato il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, che ha detto: «Lo dico molto pacatamente, il senatore Schifani commette un errore molto grave continuando a collegare i lavori della Giunta del Senato alla sorte del governo di Enrico Letta. L'Italia, le sue istituzioni, le sue prospettive economiche, il lavoro di tanti cittadini e il futuro di tante famiglie non possono dipendere da una decisione della Giunta delle elezioni del Senato che il nostro ordinamento prescrive debba essere assunta esclusivamente sulla base dei principi del diritto e non per scelta politica».

LEVA, PDL SI ASSUMA RESPONSABILITA' - Il responsabile giustizia Pd, Danilo Leva invece ha chiesto al Popolo della libertà di assumersi le proprie responsabilità. «Il Pdl la smetta con le minacce e si assuma le sue responsabilità, non è stata impressa alcuna 'accelerazione artificiosa' ai lavori della Giunta del Senato, che sulla decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare deciderà senza indebite interferenze esterne».
Il Pd, ha spiegato Leva, «non ha impresso ai lavori alcuna artificiosa accelerazione, come sostengono esponenti del Pdl, ma ha semplicemente ottenuto l'equivalenza tra le pregiudiziali e la relazione. Lo stesso Augello si è sottratto alla responsabilità di indicare una proposta all'interno della sua relazione, con il chiaro intento di dilatare i tempi o, attraverso questa forzatura, di provocare un pronunciamento immediato da utilizzare come alibi».

VIOLANTE, GIUSTO DIFENDERSI MA NO A RICATTI - Intanto è tornato a dire la sua anche Luciano Violante, sottolineando che dire che «se passa la decadenza di Silvio Berlusconi cade il governo è un ricatto che nessuna forza politica con un minimo di dignità può proporre. E' una cosa priva di qualunque lucidità». Così l'esponente del Pd durante 'La telefonata' su Canale 5. Il senatore Berlusconi, «come ogni altro senatore ha diritto di difendersi davanti alla giunta che ha il dovere di ascoltare prima di annunciare la decisione definitiva sulla persona da ascoltare. Serve piena garanzia dei diritti di tutti. In realtà non ci sono tre pregiudiziali di cui discutere ma una e cioè se la giunta come organo giurisdizionale può sollevare pregiudiziali di costituzionalità o no».