22 gennaio 2021
Aggiornato 07:00
Politica estera | Crisi marò

Mauro: «I marò torneranno a casa»

Con L'India il «clima è cambiato» e per quanto riguarda i due marò Latorre e Girone, dato che «sono innocenti», si fa più concreta la possibilità di un ritorno a casa in termpi relativamente brevi. Lo afferma il ministro della difesa Mario Mauro in un'intervista ad Avvenire

ROMA - Con L'India il «clima è cambiato» e per quanto riguarda i due marò Latorre e Girone, dato che «sono innocenti», si fa più concreta la possibilità di un ritorno a casa in termpi relativamente brevi. Lo afferma il ministro della difesa Mario Mauro in un'intervista ad Avvenire.

«Dimostreremo la loro estraneità. Stanno bene e sono assistiti costantemente da uno staff difensivo di prim'ordine, ma certo stanno vivendo una lunga e ingiusta mortificazione Ora però sono certo di una soluzione equa e rapida» dice Mauro nella conversazione con il quotidiano dopo due giorni di visita in India.

Dopo aver riferito al premier Letta, Mauro dà alcuni dettagli dei suoi incontri in India. É stata, spiega, «Una visita per dire innanzitutto che i due marò non sono soli nel- la loro ormai interminabile battaglia legale. Per loro sono al lavoro, praticamente senza sosta, due avvocati dello Stato, un ufficiale del- la Marina con competenze giuridiche in diritto internazionale e della navigazione, ma anche uno staff di avvocati indiani che fa capo a uno studio legale locale di primo livello. In Italia a seguire il caso, invece, c'è una struttura permanente facente capo alla Farnesina con funzionari della Difesa e della Giustizia».

Le condizioni dei due soldati italiani in ogni caso sono buone: «Il regime cui sono sottoposti è molto dignitoso, presso la nostra ambasciata godono di grande libertà e hanno il conforto dei familiari. Tuttavia parliamo di persone presunte innocenti, che noi - come loro - sappiamo esserlo, che non possono che vivere come una mortificazione il loro dover permanere lì a disposizione in ogni momento del- l'autorità giudiziaria in- diana e non nel loro luogo di servizio, a Brindisi, con l'impossibilità di recarsi a casa».

Le prospettive di una soluzione della vicenda per il ministro adesso sono migliori. «È cambiato il clima innanzitutto, e di questo bisogna dar atto al lavoro svolto da Staffan De Mistura. Uno sforzo che, siamo sicuri, potrà favorire l'accertamento della verità in un clima più disteso e sgombro da prevenzioni. Ma è cambiata anche la situazione processuale, con la riapertura della fase istruttoria che ha consentito di ripartire da zero su nuove basi».