4 aprile 2020
Aggiornato 04:30
L'«inversione a U» del governo italiano

Crisi marò, l'Italia temeva ripercussioni commerciali

«Roma potrebbe aver realizzato che la sua decisione era controproducente», visto che l'India era pronta a riconsiderare i rapporti bilaterali nel caso di un mancato rientro dei due marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani in una operazione antipirateria

ROMA - I principali giornali indiani si interrogano oggi sull'inaspettata «inversione a U» del governo italiano nel caso dei due marò, rientrati ieri in India dopo che Roma la scorsa settimana aveva annunciato la sua intenzione di non riconsegnare i due soldati, tornati in Italia lo scorso mese con un permesso temporaneo per le elezioni politiche del 24 febbraio. Cosa ha spinto l'Italia a questa svolta «è ancora un mistero» scrive l'Hindustan Times, ma la ragione più probabile è il timore del governo italiano di subire ripercussioni sul piano commerciale.

PRIMA VITTIMA FINMECCANICA - «Roma potrebbe aver realizzato che la sua decisione era controproducente», visto che l'India era pronta a riconsiderare i rapporti bilaterali nel caso di un mancato rientro dei due marò, accusati di aver ucciso due pescatori indiani in una operazione antipirateria. «Un ridimensionamento dei rapporti avrebbe colpito duramente l'Italia», scrive l'Hindustan Times, e la «prima vittima» sarebbe stata Finmeccanica, peraltro già coinvolta in un caso relativo al presunto pagamento di tangenti per assicurarsi la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland al governo indiano.
Anche il Times of India si chiede se il ritorno dei marò non sia stato «influenzato» da valutazioni di ordine commerciale: «Anche se non è chiaro se gli imprenditori italiani abbiano fatto pressioni al governo italiano per rimandare (in India) i marò e a che livello, questi hanno comunque espresso l'auspicio per una soluzione 'diplomatica' della crisi», affinchè non siano colpiti gli scambi commerciali, «ancora relativamente piccoli ma in crescita».

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