19 gennaio 2020
Aggiornato 16:30
Elezioni 2013 | Alleanze

Monti: Vendola è stato chiaro, bene così

«Oggi Vendola ha fatto dichiarazioni di grande durezza e chiarezza, non ho niente da aggiungere». Mario Monti commenta così le parole del leader di Sel che ha ribadito la incompatibilità tra i programmi del centrosinistra e l'agenda Monti

ROMA - «Oggi Vendola ha fatto dichiarazioni di grande durezza e chiarezza, non ho niente da aggiungere». Mario Monti commenta così le parole del leader di Sel che ha ribadito la incompatibilità tra i programmi del centrosinistra e l'agenda Monti.
«E' bene che non ci siano ambiguità - osserva Monti ospite delle 'Invasioni Barbariche' su La7 - perchè chi governerà o le forze che insieme governeranno il Paese avranno di fronte un compito durissimo». E a Daria Bignardi che osservava che Vendola proprio non lo amasse risponde: «L'amore è una libera scelta». D'altronde, la disponibilità del leader di Sel «mi pare sia limitata alle riforme istituzionali, io mi riferisco all'agenda di governo», «dicendo quali sono le nostre idee e cosa vogliamo fare, unire quelli che sentono la voglia e hanno il coraggio e la forza di superare le tantissime resistenzae corporative che in Italai si frappongono alle riforme: senza riforme incisive i giovani italiani non avranno un futuro».

Ritorno Pdl-Lega mi fa rabbrividire - L'idea che si possa tornare a una maggioranza di governo Pdl-Lega «mi fa leggermente rabbrividire». A dirlo è il premier dimissionario e candidato premier di Scelta Civica, Mario Monti, nell'anticipazione di un'intervista all'emittente trevigiana Antenna 3 che andrà in onda stasera.
«I valori del merito dell'individuo, del rispetto del profitto dell'imprenditore, del piccolo imprenditore, sono stati più volte messi da parte nei fatti da Pdl e Lega ed era quella la maggioranza che oggi cerca di ridisegnare il percorso dell'Italia dicendo che fino alla fine del 2011 tutto andava bene e poi è avvenuto il governo tecnico. L'idea che oggi si possa ricostituire quella forza che poi si è rivelata grande debolezza malgrado il numero dei voti, che ha mal gestito l'Italia a danno del nord, e soprattutto del Nordest, mi fa leggermente rabbrividire».
«Nel 1994 - ha detto ancora il Premier - avevo molto creduto e sperato nella rivoluzione liberale proposta dal primo Berlusconi, poi sono stato molto deluso, non c'è stata quella liberazione delle forze produttive svincolate da una cappa di burocrazia», ha concluso.