3 luglio 2020
Aggiornato 16:00
Centro | Elezioni Politiche 2013

Casini: Tutti al tavolo delle riforme istituzionali, anche i grillini

«Io rispetto Vendola ma dico che tra me e lui c'è un abisso: io sono contro la patrimoniale e non voglio mandare i ricchi all'inferno. Vendola rappresenta una visione antitetica alla mia». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a Tgcom24

ROMA - «Io rispetto Vendola ma dico che tra me e lui c'è un abisso: io sono contro la patrimoniale e non voglio mandare i ricchi all'inferno. Vendola rappresenta una visione antitetica alla mia». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a Tgcom24.
«Vendola tuttavia - ha aggiunto il leader Udc - ha ragione quando dice che sulle riforme auspica un dialogo. Io mi auguro che se Vendola e Bersani vincono le elezioni parlino anche con la destra, non solo con noi. Due sono i momenti della politica: il governo del paese e il dialogo sulle riforme. Va cambiata la legge elettorale e la seconda parte della Costituzione con un contatto tra maggioranza e opposizione. Ci deve essere un coinvolgimento a 360 gradi, mi auguro si siedano anche i grillini al tavolo delle riforme. Non deve essere un tavolo del pateracchio ma per il bene del paese. Chi si sottrae gioca a fare lo sfasciacarrozze e non il bene del paese».

IMU tassa bruttissima, va alleggerita - «L'Imu è una bruttissima tassa: se non si fosse fatta la demagogia di togliere l'Ici forse l'Imu sarebbe stata più morbida». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a tgcom24.
«Il tema della casa è fondamentale per la crescita e per l'italiano che risparmia investendo in una casa colpire la casa può essere una risposta di emergenza alla crisi ma bisogna cercare di alleggerire la pressione fiscale e anche l'Imu. Tuttavia non mi piacciono le promesse elettorali».

Abbiamo fatto liste pulite - «Abbiamo fatto liste pulite in cui sono state fatte anche delle ingiustizie». Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a Tgcom24. «Dovevamo decidere - ha aggiunto - tra l'avere imbarazzi o fare qualche ingiustizia. Abbiamo deciso di rischiare di fare qualche ingiustizia».
«Il fatto che una persona come Enzo Carra - ha sottolineato Casini - debba uscire dalle liste per una condanna a un anno avuta in una fase drammatica della vita nazionale, quando invece tutti sanno che è un galantuomo, è un'ingiustizia».
Nelle nostre liste «non ha avuto eccezioni la regola delle tre legislature» e anche scelte come sua cognata Silvia Noè e Giampiero Zinzi, figlio di Domenico, «sono state fatte in base a valutazioni meritocratiche: sono lieto che Zinzi, un ricercatore, laureato con 110 e lode, sia in lista. Gliel'ho chiesto io. Così come valuto positivamente la noè che è stata la più votata in Emilia Romagna. Insomma non possiamo rischiare di fare torti all'inverso, la parentela non può essere un demerito». Infine, Casini ha ammesso che «le presenze femminili sono ancora insufficienti nel nostro partito».

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