31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Politica estera | Crisi marò

Terzi: Decisione incomprensibile della Corte indiana

Comunicato del Governo italiano: «Rammarico, proseguiremo azione per portare a casa Latorre e Girone». Commissione Difesa Senato: Dall'India atto di sfida. La Russa: «Ennesima umiliazione, da domani firme». Lega: «Terzi si dimetta anche da carriera diplomatica»

ROMA - Il Governo italiano esprime «forte delusione e profondo rammarico per il posticipo, a oltre tre mesi dalla conclusione del dibattimento, della sentenza della Corte Suprema indiana sui ricorsi presentati dall'Italia in difesa della giurisdizione nazionale e della immunità funzionale dei due fucilieri della Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India da più di nove mesi». E' quanto si legge in un comunicato.
Il Governo italiano, informa la nota, «forte delle proprie argomentazioni fondate sul diritto internazionale, ribadisce la propria ferma posizione a fronte delle procedure giudiziarie indiane. Posizione condivisa a livello internazionale, in seno alle organizzazioni internazionali e all'Unione europea, preoccupate per le conseguenze negative che il mancato riconoscimento della giurisdizione dello Stato di invio dei militari avrebbe sull'impegno internazionale nella lotta contro la pirateria in alto mare e nelle missioni di pace all'estero».

Commissione Difesa Senato: Dall'India atto di sfida - «E' un atto di sfida politica e istituzionale nei confronti dell'Italia». Con una nota, il presidente della commissione Difesa del Senato, Valerio Carrara, a nome di tutti i componenti esprime «sdegno» per il rinvio da parte della corte indiana sui due marò.
«Ora  ci aspettiamo da parte del governo italiano, dell' Unione Europea e delle Nazioni Unite una presa di posizione netta nei confronti di New Delhi che sta usando tutti i mezzi, anche illeciti, per tenere con il laccio al collo un intero Paese. Esprimiamo vicinanza e affetto ai due nostri eroi. Nel 1948 l'India si è liberata dal colonialismo grazie ad un grande uomo come Gandhi che non approverebbe il comportamento del governo indiano».

La Russa: Ennesima umiliazione, da domani firme - «Ennesimo rinvio, ennesima delusione, ennesima umiliazione per l'Italia. Siamo stanchi, a tutto c'è un limite. La pazienza è finita. Da domani la nostra protesta sarà ancora più forte e 'rumorosa'». Lo dichiara Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del Pdl, commentando il rinvio della sentenza sui marò da parte della Corte indiana e annunciando per domani dalle 16 anche la sua presenza a Milano al gazebo di via Dante, angolo via Rovello.
«Cominceremo - aggiunge La Russa - una raccolta di firme di protesta e le manderemo alle istituzioni competenti. Lo sdegno per questa ennesima umiliazione subita è forte e non più 'digeribile'. Il rinvio della Corte indiana non può e non deve più trovare passivi o remissivi il sistema Italia, il governo italiano e le organizzazioni internazionali. Non sono sufficienti le parole di delusione e rammarico, vogliamo i fatti. Vogliamo i due marò in Italia».

Lega: Terzi si dimetta anche da carriera diplomatica - «Il dimissionario ministro Terzi si dimetta anche dalla carriera diplomatica dopo che per ben quasi un anno dalla Farnesina non ha ottemperato alla richiesta della giurisdizione italiana e del diritto internazionale nei confronti dell'India. Non è stato determinante, né incisivo. Si dimetta e vada a riposo». Lo scrive in una nota il senatore della Lega Nord, Gianvittore Vaccari dopo la decisione della corte suprema indiana di rinviare la decisione sui nostri due marò.
«Una decisione - nota Vaccari - che porta a più di un anno la detenzione di La Torre e Girone».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal