5 giugno 2020
Aggiornato 02:30
Partiti | Crisi PDL

Alfano conferma, per ora, le primarie. Casini all'attacco di Berlusconi «il bugiardo»

Il Segretario del PDL Alfano: «Credo che la prossima settimana avremo tutti idee più chiare cosa farà il presidente Berlusconi» e «sino a quella data fare prognosi o dare giudizi è sbagliato». Anche perchè «il mio motto interiore è che uniti si vince»

ROMA - «Credo che la prossima settimana avremo tutti idee più chiare cosa farà il presidente Berlusconi» e «sino a quella data fare prognosi o dare giudizi è sbagliato». Anche perchè «il mio motto interiore è che uniti si vince». Ed allora «dobbiamo trovare la formula per vincere perché ancora possiamo vincere le prossime elezioni politiche» ma «dobbiamo stare uniti e stare forti». Il segretario del Pdl Angelino Alfano ha reso noto in tv di aver avuto un colloquio con l'ex Premier Silvio Berlusconi alla luce delle dichiarazioni di ieri in cui il Cav. ha riprospettato una nuova discesa in campo per la premiership del centrodestra, sottolineando che sarà Berlusconi eventualmente a chiedere all'ufficio di presidenza del partito di archiviare definitivamente le primarie del pdl per le quali si sono chiuse ieri le candidature e che vede in corsa fra gli altri, con 100 mila sottoscrizioni, lo stesso Alfano.

«Non sono abituato a riferire pubblicamente conservazioni private, mia ambizione è che qualsiasi cosa avvenga d'amore e d'accordo con Berlusconi. Quando lui vorrà dire una parola chiara, la dirà. Io - ha affermato Alfano - ho un vincolo molto solido di affetto nei confronti del presidente Berlusconi, sono convinto che questo vincolo sia profondo e proprio per questo dico con chiarezza cosa penso». Quanto alle primarie, «in questo momento sono attive». Ma «se Berlusconi si candiderà ci sarà una riunione dell'ufficio di presidenza in cui darà comunicazione in questo senso e noi stabiliremo cosa fare». E in ogni caso «non sono io a dover revocare le primarie: non starebbe a me farlo».

Le primarie del Pdl, per quanto di fatto congelate ieri dall'annuncio di Silvio Berlusconi di un suo probabile ritorno diretto in campo, hanno comunque visto la formalizzazione di alcune candidature di peso la prima è quella del Segretario Angelino Alfano (con oltre cento mila sostegni nero su bianco), quella dell'ex ministro Giorgia Meloni, quella dell'imprenditore Alessandro Proto, quella dell'ex Sottosegretario Guido Crosetto. Si è chiamato fuori, invece, l'ex ministro Giancarlo Galan.

Ma se Alfano si mostra ancora conciliante con Berlusconi, la risposta più dura all'annuncio del suo possibile ritorno in scena nella corsa alla premiership è arrivata al Cavaliere dal leader Udc Pierferdinando Casini, indicato da Berlusconi come 'colpevole' per la mancata unità del centrodestra e dei moderati e quindi 'responsabile' del 'ri-torno' in campo. «Tutti sanno - ha contrattaccato Casini - che Berlusconi è uno dei più grandi bugiardi del mondo, ma non metta Casini nei suoi casini. . Solo chi è in stato confusionale può pensare di candidare Maroni alla regione Lombardia, attaccare il presidente Monti e pensare di fare un fronte dei moderati assieme». Quanto al Pdl, «la vicenda tra Berlusconi e Alfano è molto triste, uno è abituato a dare colpi sotto la cintura e l'altro a rispettare regole. I fatti - ha concluso Casini- dimostrano che il Pdl è un partito padronale, mi dispiace, avrei preferito evoluzione seria di quel partito in direzione Ppe».

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