30 settembre 2020
Aggiornato 11:00
Mentre Alfano difende le primarie

Berlusconi «Penelope» agita il Pdl

Di giorno decide in Ufficio di presidenza «le primare», e di notte si riprende la scena: «rinnovamento» che per tanti suona come un rischio di essere parcheggiati in una «bad company». Il Segretario «frena» su ritorno del Cavaliere: «Forzature giornalistiche»

FIUGGI - Già prima, quando in molti si chiedevano cosa avesse davvero in mente, l'agitazione non mancava. Ma adesso che il progetto di Berlusconi comincia ad avere contorni più definiti, nel Pdl è ancora peggio. Il ritorno in campo del Cavaliere diventa più concreto, le primarie sempre più evanescenti. Le parole pronunciate ieri a Fiuggi dall'ex premier davanti ai giovani, hanno mandato in fibrillazione i maggiorenti del partito che, per l'ennesima volta, si sono trovati davanti al Berlusconi-Penelope: quello che di giorno decide in Ufficio di presidenza primarie per individuare la premiership, e di notte si riprende la scena, parla della creazione di un listone civico e di un rinnovamento che per tanti suona come un rischio di essere parcheggiati in una 'bad company'.

TUTTI IN DIFESA DI ALFANO - E così, mai come oggi i big, si sono espressi in massa a favore delle primarie: non soltanto ex An come Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri o Gianni Alemanno. Ma anche Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello e Maurizio Lupi. Tutti, inoltre, in 'difesa' di Angelino Alfano, il delfino mancato che più di tutti rischia di liquefarsi alla luce del redivivo Cav. Ed è toccato proprio al segretario oggi, l'ingrato compito di cercare di mettere una toppa, dissimulando qualsivoglia malumore. La ridiscesa in campo di Berlusconi? Quando e se accadrà - ha sostenuto - sarà lui stesso a dirlo apertamente. Il resto, sono solo «forzature giornalistiche», ha detto, usando una spiegazione per la verità ormai abusata.

ACCOGLIENZA CALOROSA PER ALFANO A FIUGGI - Ma soprattutto Angelino ha dovuto ricordare che le primarie non sono qualcosa che si è inventato chissà chi e, anzi, che sono state decise in modo «comune» in un Ufficio di presidenza al quale Silvio Berlusconi era peraltro presente. Parole che Alfano pronuncia in quella stessa Fiuggi in cui ieri il Cavaliere gli ha concesso a malapena qualche attestato di stima. Al segretario i giovani riuniti da Annagrazia Calabria hanno riservato un'accoglienza piuttosto calorosa. Certo, per lui è stata allestita una sala più piccola di quella preparata per l'ex premier, ma tant'è: anche Alfano ha avuto il suo gruppo di fan che sfoggiavano la maglietta '100% Pdl, daje Angelì'. Davanti a loro il segretario ha tracciato un orizzonte della legislatura che arriva fino alla prossima primavera e ha promesso di dare vita a un partito in grado di premiare il merito: un partito '100% bravi' è lo slogan scelto.

L'EX PREMIER LAVORA SULLA SQUADRA DI GOVERNO? - Ma per quanto Alfano si affanni a cercare di ridimensionare in pubblico l'intenzione del Cavaliere di riprendersi la scena mandando all'aria i progetti altrui, nel Pdl si fanno i conti con questa possibilità. D'altra parte in alcune conversazioni confidenziali, viene riferito, Berlusconi avrebbe lambito la fantapolitica, spingendosi addirittura a parlare di una ipotetica squadra di governo: qualcuno del vecchio Esecutivo potrebbe essere riconfermato, avrebbe detto. Ma la casella su cui più si starebbe arrovellando è quella dell'Economia: perché una cosa è certa, lì Giulio Tremonti proprio non ci potrebbe tornare. Meglio forse una new entry esperta di cose finanziarie, magari un amico.