20 ottobre 2019
Aggiornato 05:30
Martedì 26 in Vigilanza si vota il cda

Zavoli: In Rai qualcosa è cambiato

Il Presidente della Vigilanza Rai: Procedura curricula imperfetta ma segna novità. Ne son giunti 300. Butti (Pdl): Con i curricula aperto il mercato delle candidature. Di Pietro: Da Pd scelte di qualità ma così è lottizzazione

ROMA - La Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi si riunirà martedì 26 giugno per votare i sette componenti del Consiglio di amministrazione della Rai di propria competenza. Lo ha deciso oggi all'unanimità l'Ufficio di presidenza su proposta del suo presudente Sergio Zavoli. La data del voto, previsto inizialmente, per giovedì 21 giugno, viene protratta di alcuni giorni per consentire ai singoli Commissari di esaminare i curricula che, dai 37 della settimana scorsa, a ridosso dei termini di presentazione sono saliti a circa 300.
«Con le procedure adottate per l'elezione dei Consiglieri di amministrazione della Rai - ha dichiarato il Presidente Sergio Zavoli - pur riconoscendone taluni aspetti ancora complessi e controversi, come l'uso fin qui praticabile dei curricula, la politica, nei limiti della legislazione vigente, ha avviato un nuovo modo di concepire il rapporto con la Rai, il più grande laboratorio civile e culturale del Paese».

Butti (Pdl): Con i curricula aperto il mercato delle candidature - «Era prevedibile che la tanto inedita, quanto ardita, procedura della presentazione dei curricula alla Vigilanza Rai per proporre le candidature a consigliere di amministrazione della Rai creasse qualche scompiglio». E' quanto osserva in una nota Alessio Butti, capogruppo del Pdl in commissione di Vigilanza Rai.

Di Pietro: Da Pd scelte di qualità ma così è lottizzazione - «Il Pd ha fatto scelte di altissima qualità» sul cda della Rai, ma indicando dei nomi «nel metodo ha commesso un doppio errore: quello di acettare una spartizione lottizzatoria che darà al Pdl la possibilità di scegliere i suoi lanzichenecchi e l'errore di aver illuso i cittadini e i 300 candidati che stavolta la politica sarebbe rimasta fuori dalla Rai». Antonio Di Pietro non ci sta a stabilire quali saranno i prossimi vertici di viale Mazzini anche se i nomi indicati dal Pd sono quelli di Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, «un ex collega di cui sono orgoglioso», e annuncia che «Idv non parteciperà al voto in commissione di Vigilanza».

Merlo: Candidati a cda dicano che idee hanno - Chi si candida per il cda della Rai dovrebbe dire che idee ha sulla tv pubblica, oltre che presentare il proprio curruculum. Lo ha detto Giorgio Merlo, deputato Pd e membro della commissione di Vigilanza: «I curricula presentati per ricoprire il prestigioso incarico di membro del Cda Rai sono tanti e significativi. Ma sarebbe opportuno che, oltre alla legittima ambizione personale, ci fosse anche una opinione si come si vuole cambiare il servizio pubblico. Dai compensi stratosferici e milionari ai vari conduttori e alle comparsate dei vari artisti; dal come conservare e rafforzare la 'qualità' dei palinsesti a come evitare ogni forma di faziosità politica tristemente sperimentata nel passato. Su questo, purtroppo, continua ad esserci un silenzio assordante».

Pardi (IdV): La politica non prenda ancora in giro i cittadini - «Non si possono mettere in discussione principi come trasparenza e pulizia nelle aziende pubbliche, né attaccare chi se ne fa megafono in tutte le sedi opportune. Se si decide di voltare pagina in Rai, lo si deve fare seriamente e non ricorrendo a trucchi per ingannare gli italiani». Lo ha affermato il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho Pardi.