25 gennaio 2022
Aggiornato 10:00
La riforma della legge elettorale

Bersani: Doppio turno per l'Italia

Il Segretario del Partito Democratico: Servirà a ridare lo scettro ai cittadini. D'Alema: Non condivido Prodi. Alfano: Sì al doppio turno? Dobbiamo ancora parlarne. Violante: Riunione tecnici dopo il 2 giugno

BRUXELLES - Il Segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha ribadito oggi a Bruxelles il suo sostegno a una riforma elettorale che instauri il doppio turno di collegio, nell'interesse dell'Italia, insieme alle altre due riforme della politica che, ha sottolineato, devono essere realizzate: il dimezzamento dei rimborsi pubblici ai partiti e la riduzione del numero dei parlamentari.
«Sto cercando di convincere che ci vuole il doppio turno di collegio, non per il Pd ma per l'Italia, per ridare lo scettro ai cittadini», ha detto il segretario del Pd ai microfoni di Sky a margine del pre-vertice del Partito dei Socialisti europei, che precede il Consiglio europeo straordinario di questa sera a Bruxelles. Insieme al dimezzamento del finanziamenti pubblico ai partiti e alla modifica costituzionale per la riduzione dei parlamentari «sono tre cose che voglio fare, e che se non si fanno ora si faranno dopo», ha concluso Bersani

D'Alema: Non condivido Prodi, noi per il doppio turno - Massimo D'Alema non condivide le critiche di Romano Prodi alla linea del Pd sulla legge elettorale. In una intervista all'Espresso, D'Alema ha spiegato: «Non voglio polemizzare, ma non condivido. Il Pd è per il doppio turno e da tempo ha presentato una sua proposta in Parlamento. Di fronte alla resistenza degli altri, si è lavorato con loro su un sistema basato sul collegio uninominale che si ispira al modello tedesco, ma che punta a rafforzare i maggiori partiti attraverso sbarramento e premi. Non rappresenta in alcun modo un ritorno alla Prima Repubblica. Ma sia chiaro: se c'è un sussulto di buon senso, la via maestra su cui tornare è quella del doppio turno. Purché, alla fine, la ricerca del meglio non ci porti a restare con il Porcellum».
Per quanto riguarda la possibilità di scegliere il governo, l'ex ministro degli Esteri ha precisato: «Io ho sempre ripetuto che bisogna scegliere tra parlamentarismo e presidenzialismo. E se venisse proposto il modello francese, il semipresidenzialismo, l'elezione diretta del presidente della Repubblica, non avrei nulla in contrario. Alla Bicamerale era l'ipotesi di riforma costituzionale su cui stavamo lavorando. Quel che non funziona è questo sistema di democrazia parlamentare in cui si dà ai cittadini l'illusione di eleggere il capo del governo. Un meccanismo fasullo che ha provocato conflitti istituzionali, tensioni e ingovernabilità».

Alfano: Sì al doppio turno? Dobbiamo ancora parlarne - «Della legge elettorale parleremo nei prossimi giorni, di certo c'è che noi la vogliamo cambiare». Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha risposto a chi gli chiedeva se all'interno del partito stesse emergendo un orientamento favorevole al doppio turno.
«Il tema - ha osservato - non è mai stato affrontato nel corso delle riunioni che ci sono state anche tra i nostri tecnici. Credo che della legge elettorale parleremo la prossima settimana anche perché occorrerà che un po' le polveri di questo turno amministrativo si depositino per ricominciare a ragionare di quelle che a nostro avviso sono alcune cose importanti per il Paese a cominciare da una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scelta degli eletti senza togliere contemporaneamente il diritto di sapere la sera del voto chi governerà il Paese».

Donadi: Volontà popolare è difendere bipolarismo - «La stella polare della nuova legge elettorale deve essere la volontà popolare». Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
«Un milione e duecentomila cittadini - sottolinea l'esponente dipietrista - hanno firmato per tornare ai collegi uninominali e per difendere il bipolarismo e lo spirito maggioritario e di coalizione. Nessuno - conclude Donadi - tenti di far tornare l'Italia alla Prima Repubblica solo per interessi di partito, perché la legge elettorale, come dimostrano i disastri del Porcellum, è l'architrave della democrazia e della credibilità delle istituzioni».

Violante: Riunione tecnici dopo il 2 giugno - I tecnici di maggioranza incaricati di riformare la legge elettorale torneranno a riunirsi soltanto dopo il 2 giugno. Lo ha spiegato Luciano Violante del Pd, parlando con i giornalisti alla Camera. Sul tavolo degli sherpa che dovrebbe archiviare il famigerato Porcellum, congelato da prima delle amministrative, un sistema che, precisa l'ex presidente della Camera, «non è proporzionale ma maggioritario perché i seggi vengono assegnati circoscrizione per circoscrizione senza assegnazione dei resti».
«Noi del Pd - ha aggiunto Violante - ora stiamo spingendo per il doppio turno». E a chi gli ha domandato se l'ipotesi potrebbe convincere anche il Pdl, Violante ha risposto: «Vediamo. Lasciamoli riflettere sul risultato elettorale, so che nei prossimi giorni hanno in programma un ufficio di presidenza, noi invece il 29 maggio abbiamo una direzione nazionale». Occhi puntati anche sul lavoro della commissione Affari Costituzionali del Senato che oggi vota sulle riforme: «Aspettiamo anche di sapere quale indicazione emergerà sul numero dei parlamentari prima di procedere con la riforma elettorale».