8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Politica estera | Italia - India

Crisi marò, la Corte Suprema rinvia il ricorso dell'Italia al 26 luglio

Dovrà decidere sulla legittimità dell'arresto dei due militari italiani. La Corte: Trovare una soluzione diversa dal carcere entro 7 giorni. Terzi: Da New Delhi sviluppi positivi su detenzione

NEW DELHI - La Corte Suprema indiana ha deciso di rinviare al 26 luglio l'esame del ricorso italiano relativo alla legittimità costituzionale dell'arresto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò del Reggimento San Marco accusati dell'uccisione di due pescatori indiani, il 15 febbraio scorso. E' quanto si apprende da fonti che seguono il caso giudiziario dei due militari italiani.

Trovare una soluzione diversa dal carcere entro 7 giorni - La Corte Suprema indiana ha intimato oggi allo stato del Kerala di decidere entro una settimana il trasferimento di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri italiani accusati dell'omicidio di due pescatori locali, in un luogo differente dal carcere.
La decisione della Corte, ha riferito a Tmnews una fonte vicina al caso giudiziario dei due militari, fa seguito a quella presa dal magistrato di Kollam, nello scorso mese di aprile, che si era pronunciato per l'incarcerazione dei due marò, lasciando però piena libertà alla polizia e alle autorità penitenziarie del Kerala di trovare una collocazione diversa da quella della prigione di Trivandrum, dove Latorre e Girone sono attualmente rinchiusi.

Terzi: Da New Delhi sviluppi positivi su detenzione - La decisione odierna della Corte suprema di Nuova Delhi «segna sicuramente uno sviluppo positivo, perché offre ai marò la possibilità di condizioni di detenzione molto migliorate uscendo dall'istituzione carceraria». E' stato il commento del ministro degli Esteri Giulio Terzi all'ordine rivolto dalla Corte Suprema indiana alle autorità del Kerala, perché decidano entro una settimana in merito alla richiesta italiana di far trasferire Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dal carcere centrale di Trivandrum a una guest house.
La linea sulla detenzione sostenuta fin qui dall'Italia è che i fucilieri del San Marco, accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati debbano essere trattati «in conformità al loro status di agenti di un Paese amico» come hanno fatto notare fonti diplomatiche. Per questo, la delibera della Corte Suprema è letta come un passo avanti verso l'accettazione di tale impostazione in tutti gli altri aspetti del caso. Nelle parole di Terzi, è «la possibilità di un prosieguo del percorso giudiziario che apra veramente ad altre prospettive, naturalmente la prospettiva del ritorno a casa dei marò che è quella che ancora perseguiamo».

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