25 gennaio 2020
Aggiornato 21:00
Messaggio per la via Crucis a Rebibbia

Papa Benedetto XVI: Le carceri devono aiutare i detenuti a rialzarsi dopo la caduta

«So che questa Via Crucis vuole essere anche un segno di riconciliazione. Come disse uno dei detenuti durante il nostro incontro, il carcere serve per rialzarsi dopo essere caduti, per riconciliarsi con se tessi, con gli altri e con Dio, e poter poi rientrare di nuovo nella società»

CITTÀ DEL VATICANO - «So che questa Via Crucis vuole essere anche un segno di riconciliazione. Come disse uno dei detenuti durante il nostro incontro, il carcere serve per rialzarsi dopo essere caduti, per riconciliarsi con se tessi, con gli altri e con Dio, e poter poi rientrare di nuovo nella società». Lo ha scritto, fra l'altro, Papa Benedetto XVI nel messaggio affidato al cardinale vicario di Roma Agostino Vallini che presiede la Via Crucis questo pomeriggio nel carcere romano di Rebibbia.
«Sono stato felice di sapere che, in preparazione alla Pasqua - ha sottolineato Benedetto XVI - darete vita, nella Casa circondariale di Rebibbia, ad una Via Crucis con la partecipazione di detenuti, operatori penitenziari e gruppi di fedeli da varie parrocchie della città. Mi sento particolarmente vicino a questa iniziativa, perché è sempre vivo nel mio animo il ricordo della visita che ho compiuto nel carcere di Rebibbia poco prima dello scorso Natale. Ricordo i volti che ho incontrato e le parole che ho ascoltato, e che hanno lasciato in me un segno profondo. Perciò, mi unisco spiritualmente alla vostra preghiera, e così posso dare continuità alla mia presenza in mezzo a voi, e di questo ringrazio in particolare i vostri Cappellani».