25 aprile 2024
Aggiornato 13:00
Politica & Inchieste | Il caso Lusi

Lusi ha utilizzato un fiume di denaro senza controllo

Così scrive il gip del Tribunale di Roma in un passaggio dell'ordinanza di convalida dei sequestri: Inusuale la quantità di prelievi in contanti. Case e lavori pagati con i soldi del finanziamento pubblico. Sistematica reiterazione di condotte illecite. Legali: si faccia incidente probatorio su conti Margherita

ROMA - «Dal conto corrente della Margherita sono usciti circa 11 milioni di euro senza alcuna giustificazione contabile mediante l'emissione di titoli: un fiume di denaro che Luigi Lusi ha potuto utilizzare, nei fatti, senza alcun controllo e lasciando programmaticamente opache le destinazioni finali». Così scrive il gip del Tribunale di Roma in un passaggio dell'ordinanza di convalida dei sequestri effettuati a carico dell'ex tesoriere della Margherita, il senatore Luigi Lusi.
Il giudice, nel ricordare la «minuziosa ricostruzione delle modalità di uscita del denaro dai conti» del partito operato dagli inquirenti della Procura di Roma e dagli investigatori della Guardia di finanza, nucleo di polizia tributaria, sottolinea che «la più vistosa e documentale anomalia è rappresentata dalla inusuale quantità di prelievi in contanti (oltre un milione di euro nel quinquennio 2006-2011)».
Il gip aggiunge poi che la «ricorsività di assegni di importo artificiosamente omogeneo e sempre a cifra tonda, emessi 'serialmente', per importi omogenei (10mila, 11mila, 12mila euro o cifre anche più basse in concomitanza delle previsioni normative che abbassavano la soglia antiriciclaggio, di importo minore), con titoli per lo più connotati dalla medesima data di negoziazione e dalla stessa data di valuta, con la conseguente intuibile ricorrenza di operazioni unitarie artatamente frazionate. Il tutto al solo fine di eludere la norma antiriciclaggio».

Case e lavori pagati con i soldi del finanziamento pubblico - In un quadro di «riciclaggio» o di «disponibilità di somme di provenienza illecita» «non è fuor di luogo immaginare vendite a prezzi stracciati, comunque idonee a consentire un guadagno superiore alle proprie originarie disponibilità». In forza di queste ragioni il gip del tribunale di Roma ha convalidato il sequestro di beni e proprietà dell'ex tesoriere della Margherita, il senatore Luigi Lusi, che era stato operato in via d'urgenza dagli inquirenti della Procura di Roma ed eseguito dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza.
In particolare - spiega il giudice Simonetta D'Alessandro - «se anche le proprietà di Capistrello venissero svendute, esse consentirebbero comunque un guadagno maggiore del valore originariamente appartenente al Lusi, risultando inimmaginabile, in una località come Capistrello secondo i valori correnti di mercato, una ristrutturazione per quasi tre milioni di euro, ed essendo, infatti, la ristrutturazione stessa stata realizzata integralmente con denaro di illecita provenienza. Ancora - continua il gip - ove si pervenisse ad un contratto per la cessione dell'usufrutto della villa di Ariccia nessun pregiudizio verrebbe al Lusi dalla sottovalutazione economica del diritto in questione, dal momento che egli non lo ha pagato con fondi propri, ma se lo è ritrovato grazie al versamento di assegni liberi» provenienti da uno specifico conto bancario, «ossia, in definitiva, da finanziamenti di Stato del tutto illecitamente dirottati».

Sistematica reiterazione di condotte illecite - «Dapprima è stata contestata l'appropriazione indebita della somma di tredici milioni di euro attraverso la forma del tutto ingenua, e, nel male comunque trasparente del bonifico bancario; e poi in un crescendo parossistico l'appropriazione di un milione di euro per l'acquisto di un usufrutto di una villa sita in Ariccia di oltre 3 milioni di euro in favore della moglie Giovanna Petricone».
Il giudice ricorda anche gli «oltre 3 milioni di euro in più tranches in favore» di un imprenditore edile «per le ristrutturazioni di Capistrello e Genzano. Tutto in un contesto di ricettazioni, riciclaggi, reimpieghi, trasferimenti fraudolenti di valori, assecondando un'imponente causale di consolidamento delle proprietà delle somme sottratte attraverso l'occultamento della loro provenienza». A parere del gip, dall'analisi dei fatti e delle condotte, risulta la «sistematica reiterazione di condotte illecite sempre più pericolose».

Legali: si faccia incidente probatorio su conti Margherita - Si proceda ad un incidente probatorio «sui bilanci, sui libri contabili e sugli estratti conto della Margherita che risultano già essere a disposizione di chi indaga». I difensori di Luigi Lusi, gli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, ritengono che «con questo atto processuale si eliminerebbe ogni pericolo di inquinamento della prova ed ogni dubbio rispetto alla provenienza di documenti pubblicati da alcuni organi di stampa in questi ultimi giorni».
L'avvocato Petrucci, rispetto alle dichiarazioni di Francesco Rutelli, ha spiegato: «Il processo non può essere uno scontro tra una persona ed un'altra. Ci sono delle regole che vanno rispettate. Anche nel caso che riguarda il nostro assistito non si deve fare una eccezione». Non va dimenticato - continua il penalista - che Lusi «si è presentato spontaneamente davanti ai pm e ha risposto alle domande che gli sono state poste, e si è assunto le sue responsabilità».
L'avvocato Petrucci ha poi aggiunto: «Leggo che si vogliono attribuire a Lusi comportamenti di inquinamento della prova che non emergono da nessun atto. Esiste però uno strumento processuale per eliminare ogni dubbio ed assicurare la prova per la fase dibattimentale, che è quella dell'incidente probatorio».

Rutelli: I PM approfondiscano il profilo criminale dell'indagato - «Ho presentato un esposto-denuncia di quattro pagine contro Lusi, dal contenuto molto forte, nell'ambito delle indagini che sta facendo la procura in cui evidenzio una serie di fattispecie credo molto interessanti per approfondire ancora di più il profilo criminale dell'indagato». Ha detto così il leader dell'Api, Francesco Rutelli, dopo aver incontrato gli inquirenti della Procura di Roma che stanno indagando sull'ex tesoriere della Margherita. «Ho incontrato l'aggiunto Alberto Caperna e il procuratore Giancarlo Capaldo - ha detto poi - stanno lavorando molto bene».
Rutelli ha poi spiegato: «Ho preso spunto dal servizio dell'Espresso, ma mi sono riferito a tutte le esternazioni e agli atteggiamenti di inquinamento e depistaggio che configurano sicuramente una ulteriore fase dell'attività criminosa che ormai è emersa in modo dirompente. Se Lusi è a conoscenza dei bonifici, chi è stato in grado di accedere ai conti correnti bancari per visionare le uscite? La cosa che dà più fastidio è che si prendano dei punti, qualcuno vero e qualcuno più forzato, e che si compiano, da parte di qualcuno, dei reati».
Rutelli ha poi sottolineato: «C'è un conto corrente bancario e certamente Lusi è a conoscenza dei bonifici, ma chi è a conoscenza delle uscite? Bel quesito, vi pare? - ha detto rivolgendosi ai cronisti - Quello è certamente un reato. Insomma, qualcuno è entrato nel conto corrente e si tratta di capire chi lo ha fatto?».

Rutelli presenta denuncia a pm Roma - Il leader dell'Api Francesco Rutelli è da alcuni minuti nell'ufficio del procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna per presentare una denuncia rispetto a quanto reso noto ieri da L'Espresso riguardo un finanziamento concesso dal senatore Lusi ad una fondazione.