30 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Dopo il caso al Senato

Liberalizzazioni, anche alla Camera lobbisti lontani dalle Commissioni

Anticamera della sala del Mappamondo offlimits per i rappresentanti di categoria. Gasparri: Banche? Decidere se e come modifiche. Il Presidente del Veneto Zaia: Tesoreria unica? Alte probabilità di vittoria per i ricorsi in Consulta

ROMA - Dopo il caso lobbisti al Senato, anche la Camera si prepara a fronteggiare l'assalto dei rappresentanti di categoria al decreto liberalizzazioni che approderà oggi in commissioni riunite Attività produttive e Finanze di Montecitorio: non sarò concesso loro di stazionare nel corridoio antistante la sala del Mappamondo dove si svolgerà l'esame del provvedimento. Lo ha comunicato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ieri nel corso di un incontro con i nuovi vertici dell'Associazione stampa parlamentare.
Il segretario generale della Camera, Ugo Zampetti, ha fatto sapere che i dettagli della decisione verranno messi a punto in accordo con i presidenti delle Commissioni, Manuela Dal Lago (Lega) e Gianfranco Conte (Pdl).

Gasparri: Banche? Decidere se e come modifiche - - Sulla controversa norma che toglie le commissione bancarie a prestiti e fidi «nessuno sa ancora come e se modificarla». A sostenerlo è il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, commentando che «per intervenire sulla norma inserita nel dl liberalizzazioni al Senato non sono possibili soluzioni confuse con emendamenti al decreto semplificazioni. Si proceda - è l'esortazione di Gasparri - in un confronto alla luce del sole per valutare gli eventuali errori da correggere e le esigenze di trasparenza da tutelare a garanzia dei clienti delle banche».
«L'occasione - ha insistito Gasparri al termine della Capigruppo del Senato - sarà utile per una pubblica riflessione sull'impiego che le banche italiane faranno delle ingenti risorse ottenute a tasso agevolato dalla Bce e che ci auguriamo possano essere indirizzate a vantaggio di imprese e famiglie». intanto, Gasparri ha chiesto e ottenuto la calendarizzazione a palazzo Madama, per il 21 e 22 marzo di alcune mozione da lui stesso presentate proprio sul tema dell'erogazione del credito a famiglie e imprese da parte delle banche.
A chi infine gli ha chiesto invece se il tema potrà essere oggetto dell'incontro tra il presidente del Consiglio, Mario monti, e i segretari dei tre partiti che sostengono il governo, Gasparri ha risposto: l'agenda è talmente vasta che penso possano parlare di tutto».

Zaia: Alte probabilità di vittoria per i ricorsi in Consulta - Per il governatore Luca Zaia ci sono possibilità «elevatissime» di vittoria del ricorso alla corte costituzionale e al tribunale civile di Venezia contro il trasferimento delle risorse regionali alla Tesoreria Unica.
«Nella battaglia sulla tesoreria unica ci crediamo fino in fondo - ha detto Zaia - siamo convinti che non si cambiano le leggi e quindi le regole del gioco a gioco iniziato. Siamo altrettanto convinti che il tesoriere, quindi la nostra banca - ha proseguito - prima di decidere di staccare un assegno alla banca nazionale debba anche chiedere a noi che siamo i diretti interessati e che abbiamo un contatto col tesoriere. Noi diciamo davanti al tribunale che la banca non deve permettersi di trasferire le nostre risorse».
«Se il Tribunale ci darà ragione - ha avvertito Zaia - si aprirà uno scenario non poco apocalittico, si può aprire uno squarcio che le altre amministrazioni possono sfruttare. Non c'è una sanzione per il mancato trasferimento quindi - ha concluso il governatore leghista - chiedo alle banche un po' di coraggio ne hanno tanto per dire di noi a famiglie e a imprese quando hanno bisogno di un prestito».

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