7 giugno 2020
Aggiornato 00:00
La riforma della Giustizia

Giustizia, Severino: Su responsabilità Toghe serve una soluzione condivisa

Il Ministro Guardasigilli: Al Senato lavoriamo per modificare la norma. Verifiche serie su professionalità toghe. Il Potere giudiziario non sia arbitrio. Il vicepresidente del CSM Vietti: Oggi condizioni più serene per riforma. Da Oua ok a dialogo su riforma processo civile

ROMA - Sulla responsabilità civile dei magistrati il Governo cerca una soluzione condivisa tra le forze politiche che lo sostengono. Lo ha spiegato il ministro della Giustizia, Paola Severino, parlando con i giornalisti a Montecitorio e riferendo del lavoro che si sta svolgendo al Senato, dove è all'esame la legge comunitaria che contiene la norma in questione, inserita alla Camera da un emendamento del leghista Pini.
«Stiamo verificando se ci sono i margini per modificare la norma sulla responsabilità civile dei magistrati - ha detto la Guardasigilli -, una delle possibili soluzioni è un'iniziativa del Governo, ma deve essere mediata e condivisa ma sarebbe inutile. Oggi abbiamo cominciato a fare i primi incontri».

Verifiche serie su professionalità toghe - La professionalità del magistrato deve essere sottoposta «a verifiche serie ed oggettive da parte del Consiglio superiore della magistratura».
La professionalità del magistrato, ha detto il ministro, deve essere costantemente «curata e aggiornata» e le verifiche che il Csm deve fare devono guardare «anche ai risultati ottenuti» e devono mantenersi «lontano da logiche corporative».
Il singolo magistrato, ha aggiunto Severino, deve coltivare quotidianamente «la consapevolezza che l'autonomia e l'indipendenza di cui gode non rappresentano privilegi di casta ma sono valori a cui ispirare il proprio lavoro, strumenti da utilizzare con professionalità e cautela - ha concluso - per rendere un servizio alla collettività».

Il Potere giudiziario non sia arbitrio - Il potere giudiziario si può «pericolosamente trasformare in arbitrio se non è sorretto da un robusto senso di responsabilità» del magistrato, che deve essere e apparire una persona «autorevole e non autoritaria, responsabile, riservata, professionalmente preparata».
«Non vi è dubbio - ha aggiunto il ministro - che indipendenza e autonomia siano valori da rinsaldare quotidianamente, rafforzando la fiducia del cittadino nell'istituzione 'giustizia' e rispondendo alle attese di obiettività, equilibrio, sobrietà e imparzialità che promanano dalla società civile».
Il magistrato, ha aggiunto Severino, deve essere «consapevole di far parte di una struttura complessa e di svolgere un compito difficile come quello del giudicare, sapendo di essere egli stesso giudicato e giudicabile dalla collettività, in primo luogo sotto il profilo morale».

Vietti: Oggi condizioni più serene per riforma - «Mi pare che ci siano oggi condizioni più serene perché il Parlamento e le forze politiche affrontino in modo condiviso una riforma della Giustizia come servizio per i cittadini». Lo ha detto il vicepresidente del Csm Michele Vietti a margine del convegno 'La magistratura ordinaria nella Storia dell'Italia unità. «La Costituzione - ha aggiunto nel suo intervento - è stata frutto di un progetto meditato e condiviso». E per «sostituire un progetto meditato e condiviso occorre un altro progetto, non meno meditato e condiviso».
Vietti ha indicato alcuni punti: «Bisogna fare presto e bene la revisione della geografia giudiziaria perché abbiamo bisogno di razionalizzare la distribuzione delle nostra poche risorse del territorio». Inoltre, vanno «accelerati assolutamente i processi, in particolare quelli civili, perché da questo dipende anche lo sviluppo economico del Paese e la ripresa della competitività». Vanno anche rivisti, secondo Vietti, «i sistemi della prescrizione, che condannano a morte 170mila procedimenti ogni anno e che finiscono per far girare a vuoto tutto il sistema giudiziario».

Da Oua ok a dialogo su riforma processo civile - L'Organismo Unitario dell'Avvocatura, con una nota, ha espresso «plauso all'apertura di dialogo del Ministero della Giustizia» sul processo civile «ma esprime perplessità sulla modifica dell'appello da devolutivo a cassatorio».
«Siamo contrari - è scritto in una nota - alla proposta avanzata dal CSM per la introduzione di nuovi filtri a scapito del diritto di difesa dei cittadini. Siamo disponibili ad aprire un confronto serio sulla revisione costituzionale dell'art. 111 settimo comma della Costituzione, ma crediamo che sia inaccettabile che si possano limitare i motivi di appello. In altri termini, il CSM propone di modulare la proposizione dei motivi di appello civili sulla falsariga dei motivi di Cassazione così da limitare un nuovo giudizio sugli stessi atti ed indirizzarlo su più precise contestazioni della sentenza. È evidente il nostro dissenso a tale proposta che riduce i diritti dei cittadini e da conferisce forte rilevanza alla sentenza di primo grado.
«In Italia - ha affermato il presidente de Tilla - si pensa alla giustizia sempre con una sola ottica: ridurre la possibilità per i cittadini per dare garanzie per la tutela dei diritti. È la logica delle proposte emergenziali, è la sconfitta di un progetto serio e riformatore per il nostro Paese. Eppure, gli avvocati da mesi avanzano proposte proprio per ridurre il contenzioso, la lunghezza, quindi, dei processi, ed evitare di avere una mole di arretrato spaventoso, tanto con il Decalogo dell'Oua, così come con il Patto per la Giustizia e i Cittadini, firmato da tutti gli operatori del settore: l'estensione delle prassi virtuose, del processo telematico, l'autogestione delle risorse e degli uffici giudiziari, il ricorso ai manager, la riforma della magistratura laica, l'eliminazione dell'obbligatorietà della mediaconciliazione, l'istituzione dei tribunali tecnologici»

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