31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Audizione al Senato per il Ministro degli Esteri

Crisi marò, Terzi: Spero che il caso non intacchi i rapporti con l'India

Il Ministro sarà a New Delhi il 28 in una visita già programmata. Gasparri (Pdl): Va fatto di tutto per la loro liberazione. Troppi sono i lati oscuri di questa vicenda. Cicchitto (Pdl): I nostri militari mandati allo sbaraglio

ROMA - «Auspico che i nostri rapporti con l'India non vengano in nessun modo intaccati da questa dolorosa vicenda»: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Giulio Terzi - in riferimento al caso dei marò accusati di omicidio nello stato indiano del Kerala - al termine di un'audizione in Senato. «Voglio lavorare con i colleghi indiani per accertare la verità dei fatti» ha aggiunto Terzi, che martedì prossimo sarà a Nuova Delhi nell'ambito di un breve tour regionale.
«Se il caso non sarà risolto prima della mia programmata da tempo visita in India, sarà certamente mia cura, mia priorità parlarne nel corso dei colloqui con il governo indiano a New Delhi martedì 28 febbraio» ha sottolineato il titolare della Farnesina, davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato.
«Non dobbiamo lasciarci scoraggiare - ha detto ancora il ministro - dalla complessità dell'episodio, anche se è vero che ha caratteristiche molto particolari». «Stiamo operando in continuità con i ministeri di Difesa e Giustizia, c'è un'azione costante attraverso tutti canali disponibili, sul piano internazionale, informale e ufficiale» con il sottosegretario Staffan de Mistura che si trova sul posto, ha concluso il titolare della Farnesina.

Gasparri (Pdl): Va fatto di tutto per la loro liberazione - «Siamo certi che il governo italiano stia tentando tutte le strade per riportare a casa Latorre e Girone. I nostri militari devono tornare in Patria e semmai essere giudicati secondo la nostra legge. Troppi sono i lati oscuri di questa vicenda». Lo ha affermato il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri.
«La dinamica relativa all'uccisione di due membri del peschereccio indiano - ha aggiunto- è tutta da verificare. Di certo c'è solo che i nostri marò erano in acque internazionali e stavano svolgendo il proprio dovere nell'ambito di una campagna contro la pirateria. Sono convinto che non serva clamore e che la diplomazia stia già facendo il suo lavoro al meglio. Ma non per questo ai nostri militari va fatto mancare il sostegno degli italiani. Per questo condivido ed appoggio l'iniziativa lanciata da Ignazio La Russa per un coinvolgimento completo dell'opinione pubblica, che deve sapere come sono andate realmente le cosa e possa esprimere tutta la sua vicinanza ai nostri militari».

Cicchitto (Pdl): I nostri militari mandati allo sbaraglio - «Se è vera la ricostruzione secondo cui è stato l'armatore che ha ordinato alla nave italiana la mossa disastrosa di ritornare in un porto indiano per non pregiudicare i noli futuri su quel mercato, allora va rivista alla radice la legge che consente l'utilizzazione di militari italiani a difesa delle navi dai pirati perché proprietari cosi incuranti delle sorti di coloro che li proteggono, allora devono anche sottoporsi alle spese di assoldare privati contractor che li difendano». Lo dichiara in una nota Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl.
«Infatti - prosegue - è evidente che in un modo o nell'altro i nostri militari sono stati mandati allo sbaraglio. Adesso è indispensabile concentrare tutte le energie per il loro recupero, ma in ogni caso è evidente che questa vicenda è stata pregiudicata al suo inizio da alcune mosse disastrose».

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