16 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Il naufragio della Costa Concordia

Il meteo costringe all'interruzione della flangiatura

Sono state installate due delle quattro valvole che mancavano per completare la flangiatura, cioè la schermatura dei serbatoi che successivamente consentirà di iniziare ad aspirare il combustibile che minaccia l'arcipelago toscano

FIRENZE - Non è stato possibile completare l'operazione di flangiatura delle prime sei cisterne, quelle che contengono due terzi del carburante della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio davanti all'isola del Giglio. Il pontone della Neri, messo a disposizione della società olandese Smit per il recupero del combustibile, è potuto uscire per qualche ora, salvo poi ritornare in porto per il peggioramento delle condizioni meteo. Un passo avanti è stato comunque fatto.

Oggi installate 2 delle ultime 4 valvole per il defueling - Sono state installate due delle quattro valvole che mancavano per completare la flangiatura, cioè la schermatura dei serbatoi che successivamente consentirà di iniziare ad aspirare il combustibile che minaccia l'arcipelago toscano. Restano invece sospese le attività di ricerca dei dispersi nella parte aerea dello scafo e nei 18 chilometri quadrati scandagliati nei giorni scorsi. Le strumentazioni per il monitoraggio della nave gestite dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze non hanno registrato valori anomali nei movimenti del Costa «Concordia».
Procede inoltre l'attività di monitoraggio ambientale assicurata da Ispra e Arpat così come l'attività di ripristino del sistema di panne anti-inquinamento attorno alla nave, spostate o danneggiate a causa del mare molto mosso negli ultimi giorni.