22 aprile 2024
Aggiornato 08:00
Opposizioni | Terzo Polo

Casini: Sacrifici inutili se Berlusconi non si dimette

Il leader dell'UDC: Terzo Polo indisponibile se non si rimuove il macigno principale rappresentato dalla mancanza di credibilità di Berlusconi nella comunità internazionale. Rutelli: Il Governo deve cedere il passo

ROMA - Il terzo polo non è disponibile a concorrere all'approvazione di misure contro la crisi se queste non saranno accompagnate dalle dimissioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E' la posizione, illustrata da Pier Ferdinando Casini a Montecitorio, che Udc, Fli e Api hanno riferito al capo dello Stato Giorgio Napolitano nell'incontro di oggi al Quirinale.
«Rischiano di essere sacrifici inutili - ha spiegato Casini - se non si rimuove il macigno principale rappresentato dalla mancanza di credibilità di Berlusconi nella comunità internazionale».

Indisponibili a concorrere a finte soluzioni - «E' chiaro a tutti - ha detto Casini - che l'Italia è sorvegliata speciale per due problemi: la mancanza di credibilità di Berlusconi e la crisi economica di un paese che non cresce e che deve fare sacrifici. Il terzo polo è disponibile a concorrere a una fase politica che risolva contemporaneamente questi due problemi».
«Non si risolvono i problemi dell'Italia - ha insistito il leader Udc - senza risolvere il problema della credibilità azzerata di Berlusconi. Pur essendo un partito all'opposizione, ormai nell'imminenza delle elezioni che saranno al massimo tra un anno e mezzo, siamo disponibili a fare la nostra dose di sacrifici ma rischiano di essere inutili se Berlusconi non se ne va. E' chiaro a tutti che è lui il primo problema. Abbiamo manifestato a Napolitano la nostra indisponibilità a concorrere a finte soluzioni».

Rutelli: Il Governo deve cedere il passo - Solo se ci sarà «responsabilità» nella maggioranza ci potrà essere una «svolta». Lo ha detto il leader di Api Francesco Rutelli. «L'ordinaria amministrazione è impossibile e sta portando l'Italia al disastro economico. Un governo sempre più debole, diviso e incapace di varare le riforme indispensabili per salvare il Paese deve cedere il passo a una soluzione di larga condivisione riformatrice».
«Nessuno - ha detto - chieda al Capo dello Stato alcun intervento, egli registra i fatti e le decisioni delle forze parlamentari. Come ha confermato oggi alla delegazione del Terzo Polo, l'Italia può contare sul suo servizio di garante delle regole della nostra democrazia parlamentare».
«La svolta - ha concluso il leader di ApI - può scaturire solo da un moto di responsabilità repubblicana che scaturisca dalle file della attuale maggioranza».