29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
Il Quirinale osserva i movimenti della maggioranza

Crisi, Napolitano blocca il Decreto

Dubbi sulla norma sui «licenziamenti facili». Le opposizioni al Colle: Disponibili solo se Berlusconi lascia. Domani Alfano e Lega dal Capo dello Stato, poi il Napolitano tirerà le somme

ROMA - Il G20 inizia domani, ma Giorgio Napolitano ancora non può tirare un sospiro di sollievo. Il bilancio della giornata è tutt'altro che positivo, il Governo ancora non ha partorito le misure che dovrebbero rassicurare Europa e mercati, anche perché il decreto che era stato messo a punto è stato bloccato pure per le obiezioni di Napolitano; le opposizioni si dicono disponibili ad un 'governo di transizione', ma mettono anche dei paletti precisi: no ad un semplice cambio di premier, serve «discontinuità». Insomma, il puzzle per il capo dello Stato è ancora tutto da comporre.

Giornata di incontri al Quirinale - Il presidente oggi ha visto le opposizioni, Pd e «terzo polo» con l'eccezione di Idv; ha incontrato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e infine ha dovuto rinviare a domattina il colloquio con il segretario Pdl Angelino Alfano. Il colloquio più delicato, secondo quanto viene riferito, pare sia stato quello con Tremonti: il ministro, infatti, avrebbe illustrato al Quirinale la bozza di decreto messa a punto dal Governo. Bozza che aveva lasciato perplesso lo stesso Tremonti e che ha reso ancora più perplesso Napolitano: il decreto da esibire al G20 come prova della buona volontà italiana conteneva tante misure che «non c'entravano niente con la manovra», riferisce una fonte che ha avuto modo di parlare con il Colle. Il Quirinale, ovviamente, non si pronuncia sul punto, ma pare certo che il presidente abbia invitato il Governo alla massima ponderazione delle misure da inserire nel provvedimento.

I dubbi sulla norma sui «licenziamenti facili» - Di sicuro, viene fatto notare, norme come quelle sui «licenziamenti facili» vanno affrontate con «condivisione» e non per decreto. E qualcuno parla anche di altre norme, misure che, come accaduto in passato, sarebbero state inserite solo per usare la corsia preferenziale del decreto. Fatto sta che Napolitano avrebbe ricordato al Governo con fermezza che il decreto, secondo quanto prescrive la Costituzione, deve rispettare i requisiti di «necessità e urgenza», e dunque tutte le misure contenute nel provvedimento sarebbero state esaminate da questo punto di vista.
Il problema è che anche Tremonti aveva dubbi sul provvedimento, e questo ha confermato uno dei timori del presidente: il rischio di avere un Governo non in grado di mantenere gli impegni presi. Già nella nota diffusa mercoledì il Colle aveva ricordato le promesse di Berlusconi: è «improrogabile» attuare le misure annunciate nella lettera all'Ue, aveva scritto Napolitano, e «il presidente del Consiglio gli ha confermato il proprio intendimento di procedere in tal senso». Spetta al Governo, sottolineano al Quirinale, dimostrare di essere in grado di attuare questi impegni.

Domani Alfano e Lega dal Capo dello Stato, poi il Colle tirerà le somme - Fino ad ora tutto questo non è avvenuto, anzi. E Napolitano, incontrando anche le opposizioni, ha ribadito il messaggio chiaro inviato al Governo due giorni fa: c'è la possibilità di un altro Governo, le opposizioni sono pronte e le forze sociali lo chiedono. Sia il 'terzo polo' che il Pd hanno assicurato che sosterrebbero un 'governo del presidente'. Le opposizioni, però, avrebbero anche posto una condizione a Napolitano: non sosterremo un 'governo Letta' o comunque un governo di centrodestra con un premier diverso. Casini, al riguardo, avrebbe stretto un patto con Bersani. E il Pdl, invece, ripete che non c'è alternativa a questo Governo.
Ecco perché la situazione al momento è del tutto fluida e dal Quirinale dicono che solo domani, dopo che al Colle saranno saliti anche Alfano e Bossi con le delegazioni di Pdl e Lega, si potrà fare un bilancio. Al momento, una soluzione ai problemi del Paese non c'è. Il Governo fatica a varare le norme necessarie, le opposizioni sono pronte a fare la loro parte solo un minuto dopo le dimissioni di Berlusconi, il Pdl esclude governi diversi. Si vedrà se i 'frondisti' del Pdl, al lavoro in queste ore, potranno cambiare il quadro. Napolitano, per ora, attende risposte dagli attori istituzionali.