20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Messaggio per giornata del migrante e del rifugiato 15 gennaio

Papa: Con i rifugiati superare i timori ed evitare discriminazioni

«Gli Immigrati sono un'opportunità provvidenziale di evangelizzazione. Si provveda a rendere concreta la solidarietà anche mediante adeguate strutture di ospitalità e programmi di reinsediamento»

CITTÀ DEL VATICANO - «I rifugiati che chiedono asilo, fuggiti da persecuzioni, violenze e situazioni che mettono in pericolo la loro vita, hanno bisogno della nostra comprensione e accoglienza, del rispetto della loro dignità umana e dei loro diritti, nonché della consapevolezza dei loro doveri». Lo scrive il Papa nel messaggio per la prossima giornata mondiale del migrante e del rifugiato (15 gennaio) diffuso oggi in Vaticano.
«La loro sofferenza - scrive Benedetto XVI - invoca dai singoli Stati e dalla comunità internazionale che vi siano atteggiamenti di mutua accoglienza, superando timori ed evitando forme di discriminazione e che si provveda a rendere concreta la solidarietà anche mediante adeguate strutture di ospitalità e programmi di reinsediamento. Tutto ciò comporta un vicendevole aiuto tra le regioni che soffrono e quelle che già da anni accolgono un gran numero di persone in fuga e una maggiore condivisione delle responsabilità tra gli Stati».

Gli Immigrati sono un'opportunità provvidenziale di evangelizzazione - «L'odierno fenomeno migratorio è anche un'opportunità provvidenziale per l'annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo».
«Uomini e donne provenienti da varie regioni della terra, che non hanno ancora incontrato Gesù Cristo o lo conoscono soltanto in maniera parziale - afferma il Papa - chiedono di essere accolti in Paesi di antica tradizione cristiana. Nei loro confronti è necessario trovare adeguate modalità perché possano incontrare e conoscere Gesù Cristo e sperimentare il dono inestimabile della salvezza, che per tutti - scrive Benedetto XVI citando il vangelo di Giovanni - è sorgente di vita in abbondanza; gli stessi migranti hanno un ruolo prezioso a questo riguardo poiché possono a loro volta diventare annunciatori della Parola di Dio e testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo».

Gli immigrati rischiano di perdere la Fede quando arrivano - Gli immigrati che giungono nell'Occidente secolarizzato rischiano di perdere la fede.
«I migranti che hanno conosciuto Cristo e l'hanno accolto non di rado sono spinti a non ritenerlo più rilevante nella propria vita, a perdere il senso della fede, a non riconoscersi più come parte della Chiesa e spesso conducono un'esistenza non più segnata da Cristo e dal suo Vangelo», afferma Benedetto XVI nel testo che quest'anno ruota attorno al tema 'Migrazioni e nuova evangelizzazione'. «Cresciuti in seno a popoli marcati dalla fede cristiana, spesso emigrano verso Paesi in cui i cristiani sono una minoranza o dove l'antica tradizione di fede non è più convinzione personale, né confessione comunitaria, ma è ridotta ad un fatto culturale. Qui - sottolinea il Papa - la Chiesa è posta di fronte alla sfida di aiutare i migranti a mantenere salda la fede, anche quando manca l'appoggio culturale che esisteva nel Paese d'origine, individuando anche nuove strategie pastorali, come pure metodi e linguaggi per un'accoglienza sempre vitale della Parola di Dio».
«Il nostro tempo - scrive ancora il Papa - è segnato da tentativi di cancellare Dio e l'insegnamento della Chiesa dall'orizzonte della vita, mentre si fanno strada il dubbio, lo scetticismo e l'indifferenza, che vorrebbero eliminare persino ogni visibilità sociale e simbolica della fede cristiana».