18 giugno 2019
Aggiornato 08:30
La Chiesa Cattolica e i nuovi media

Il Papa su Twitter, fra un anno si capirà se ha successo

Joseph Ratzinger si appresta a scrivere mercoledì il suo primo «cinguettio» e a Villa Vigoni, sul Lago di Como, i giornalisti di Italia e Germania, intervenuti per l'annuale incontro nel centro culturale italo-tedesco, hanno discusso ieri sera con Padre Bernd Hagenkord, gesuita dal 2009 a capo della redazione tedesca di Radio Vaticana, dei rapporti tra Vaticano e Mass media

ROMA - «Fra un anno» si capirà se lo sbarco su Twitter di Papa Benedetto XVI sarà o meno una strategia mediatica di successo. Joseph Ratzinger si appresta a scrivere mercoledì il suo primo «cinguettio» e a Villa Vigoni, sul Lago di Como, i giornalisti di Italia e Germania, intervenuti per l'annuale incontro nel centro culturale italo-tedesco, hanno discusso ieri sera con Padre Bernd Hagenkord, gesuita dal 2009 a capo della redazione tedesca di Radio Vaticana, dei rapporti tra Vaticano e Mass media, tra censura e innovazione digitale.

Ogni mercoledì al termine dell'udienza generale, il pontefice scriverà un messaggio sul sito di microblogging, regno di artisti, politici e vip di tutto il mondo. Chiaro che non sarà il papa a scrivere di suo pugno le promesse «perle di saggezza» su @pontifex, che nel frattempo conta già quasi un milione di followers (il Dalai Lama ne ha più di 2 milioni), ha messo in chiaro Hagenkord durante l'incontro che si è svolto nella sala del caminetto. Sarà un messaggio «pastorale», ha sottolineato il giornalista tedesco, non senza alcune forti limitazioni.

Tecnicamente ci sarà una redazione incaricata di tradurre il tweet in 7 lingue e di selezionare i messaggi a cui rispondere. Niente ironia, anima dei messaggini di 140 caratteri, perché - ha spiegato - sarebbe impossibile tradurla nelle varie lingue. Ratzinger, inoltre, «non si muoverà online», replicando o seguendo altri utenti.

Sebbene esista il rischio di banalizzare il messaggio della Chiesa, il papa userà formule brevi, con un link allegato che rimanderà a un testo più ampio ed esaustivo: «Il rischio di banalizzazione c'è - ha ammesso Hagenkord - ma bisogna aspettare e vedere cosa accadrà tra un anno».

Il Vaticano pensa «per testi» e non certo seguendo i ritmi dei moderni mezzi di comunicazione, ha sottolineato il padre gesuita. Tanto più che il papa tedesco è un papa «da ascoltare», a differenza del predecessore, grande comunicatore, che aveva un linguaggio più visivo e quindi più adatto ai mezzi di comunicazione. Con @pontifex, la Chiesa non si apre del tutto a un nuovo stile di comunicazione: «Ovvio che non è stata una sua idea, ma del consiglio di comunicazione», ha detto in modo schietto Hagenkord, ricordando che l'obiettivo della Chiesa è comunque di partire alla conquista del «continente digitale». Ma attenzione : se dovesse scoppiare un altro Vatikanleaks, un mancato tweet del papa lascerebbe spazio a mille speculazioni.