24 gennaio 2020
Aggiornato 14:00
Chiesa Cattolica

Monsignor Galantino: «Ipocrita il proclama prima gli italiani. Molti discriminati per il colore della pelle o per disagio»

L'ex segretario generale della CEI: «Se si sostituisse con una seria azione ispirata al 'prima chi è nel bisogno!', non credo che tanti politici si assicurerebbero tanto seguito»

Monsignor Nunzio Galantino
Monsignor Nunzio Galantino ANSA

ROMA - Prima gli italiani? «Per quanto molto diffuso e altrettanto evocato, trovo tanta ipocrisia in questo proclama». Lo afferma monsignor Nunzio Galantino, presidente dell'Apsa, l'Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, sul numero di Famiglia Cristiana in edicola da domani. «Vedo tanti 'italiani' discriminati. Alcuni solo perché hanno il colore della pelle diverso, altri perché vivono in condizioni di particolare disagio. Certo, se si sostituisse il 'prima gli italiani!' con una seria azione ispirata al 'prima chi è nel bisogno!', non credo che tanti politici si assicurerebbero tanto seguito».

«Le parole che dominano oggi e i toni che si usano ci dicono che stiamo vivendo una sorta di collettivo sonno della ragione», afferma l'ex segretario generale della Cei. «E' un momento in cui facciamo davvero tutti fatica a immaginare un mondo dai contorni riconoscibili e possibilmente positivi, per il quale e nel quale spenderci con passione' sbattendo la porta in faccia a qualcuno. Soprattutto se bisognoso».

«L'odio si nutre di ignoranza»

«Penso sia questo uno dei problemi più seri che ci troviamo ad affrontare: lottare contro un nemico sfuggente e spietato. 'Macchine' pagate per creare e diffondere ad arte informazioni false su eventi e persone (vedi quelle sui migranti!), per incitare all'odio (hate speech). L'odio gonfi­a e si gonfi­a più di ogni altra qualità di lievito. Si nutre di ignoranza e prospera in un clima politico che, come ritiene Vargas Llosa, si svuota di idee e di ideali per limitarsi a rincorrere la mera pubblicità e l'ossessione per le apparenze. Siccome l'odio - una patologia dello spirito - non nasce solo dalle parole ma dalle idee, può essere vinto solo con altre idee che abbiano una forza uguale e contraria, frutto di conoscenza e di formazione».

Galantino spiega: «Da una parte vedo quanto esse siano giustificate, dall'altra vedo anche con quanta furbizia queste paure vengono strumentalizzate. Lo sa? Di paura si può morire. Ma per paura si può anche far morire. E non parlo solo di morte fisica. Morire è anche chiudersi alle relazioni, sterilizzare i propri sentimenti e le proprie emozioni. Ci si può condannare da soli a morire, smettendo di osare l'amore, l'amicizia e l'accoglienza». Confini chiusi e muri alzati? «Il confine, come dice l'etimologia della parola, non è sinonimo di barriera. E' piuttosto sinonimo di soglia. Questa permette di chiudere la porta e lasciare fuori di casa. Ma la soglia è anche fatta per far entrare qualcuno. Non si custodiscono i confini».