16 giugno 2019
Aggiornato 08:00
Chiesa Cattolica

Vespri in Cappella Sistina a 500 anni da Michelangelo

Oggi alle 18 il Papa presiederà nella Cappella Sistina la celebrazione dei Vespri in occasione del 500esimo anniversario dell'inaugurazione, da parte di Giulio II, era il 31 ottobre 1512, della volta dipinta da Michelangelo. «Il grande artista con una impresa immane, in soli quattro anni tra il 1508 e il 1512, affrescò una superficie di più di mille metri quadrati», ricorda Radio Vaticana

CITTÀ DEL VATICANO - Oggi alle 18 il Papa presiederà nella Cappella Sistina la celebrazione dei Vespri in occasione del 500esimo anniversario dell'inaugurazione, da parte di Giulio II, era il 31 ottobre 1512, della volta dipinta da Michelangelo. «Il grande artista con una impresa immane, in soli quattro anni tra il 1508 e il 1512, affrescò una superficie di più di mille metri quadrati», ricorda Radio Vaticana.
Oggi cinque milioni di visitatori all'anno, ventimila al giorno nei periodi di punta, visitano la Cappella Sistina. Si tratta di «un ben arduo problema» - sottolinea il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci sull'Osservatore Romano, che aggiunge: «La pressione antropica con le polveri indotte, con l'umidità che i corpi portano con sé, con l'anidride carbonica prodotta dalla traspirazione, comporta disagio per i visitatori e, nel lungo periodo, possibili danni per le pitture. Potremmo contingentare l'accesso, introdurre il numero chiuso. Lo faremo se la pressione turistica dovesse aumentare oltre i limiti di una ragionevole tollerabilità e se non riuscissimo a contrastare con adeguata efficacia il problema». Tuttavia, Paolucci ritiene che, contrariamente a quanto apparso su alcuni media, «nel breve medio periodo l'adozione del numero chiuso non sarà necessaria». E' però necessario - conclude il direttore dei Musei Vaticani - «mettere in opera tutte le più avanzate provvidenze tecnologiche in grado di garantire l'abbattimento delle polveri e degli inquinanti, il veloce ed efficace ricambio dell'aria, il controllo della temperatura e dell'umidità» in modo da garantire la conservazione degli affreschi di Michelangelo «per il tempo più lungo possibile».

«La Fede non è un dialogo privato con Gesù ma nasce nella Chiesa» - «Non posso costruire la mia fede personale in un dialogo privato con Gesù, perché la fede mi viene donata da Dio attraverso una comunità credente che è la Chiesa e mi inserisce nella moltitudine dei credenti in una comunione che non è solo sociologica, ma radicata nell'eterno amore di Dio che in Se stesso è comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, è Amore trinitario». Lo ha detto il Papa nell'udienza generale del mercoledì. «La nostra fede - ha proseguito Benedetto XVI in una catechesi dedicata al tema della fede - è veramente personale, solo se è comunitaria: può essere la mia fede, solo se vive e si muove nel 'noi' della Chiesa, solo se è la nostra fede, la comune fede della Chiesa unica».
«La fede - ha detto il Papa - nasce nella Chiesa, conduce ad essa e vive in essa. Questo è importante ricordarlo».