17 agosto 2019
Aggiornato 22:30
L'omicidio di Meredith Kercher

«La Knox? Ragazza luciferina, falsa, di facili costumi»

Parla il legale di Lumumba: «Si è tradita. Ha dato dei particolari che solo lei conosceva». L'Avvocato della Famiglia Kercher: «Sgozzata come negli omicidi di mafia». Amanda: «Sto riflettendo su cosa farei tornata a casa»

PERUGIA - «Amanda, mentre scaricava i sospetti su Lumumba, ha dato dei particolari che solo lei conosceva perchè era nella stanza di via della Pergola durante l'omicidio»: l'avvocato Carlo Pacelli, legale del calunniato dalla ragazza americana Patrick Lumumba, non si è limitato a ripercorrere le «testimonianza calunniosa» che ha portato il suo assistito per un mese in carcere a essere ritenuto «il violentatore di via della Pergola», ma ha aggiunto particolari per attribuire il delitto di Meredith Kercher proprio ad Amanda Knox, in correità con Raffaele Sollecito e Rudy Guede.
«Nell'interrogatorio - ha continuato - dove fece il nome di Lumumba, senza nessuna costrizione da parte della polizia, ma solo per allontanare da sé i sospetti, affermò che era nella casa di via della Pergola insieme a Patrick, che poi si era appartato con Meredith in camera. Poi disse di avere sentito delle urla lancinanti. Urla di cui gli investigatori non ne erano a conoscenza. Infatti, solo dopo testimonianze attendibili si venne a sapere del grido disperato riecheggiato dopo che la ragazza era stata sgozzata. Amanda sapeva di quel fatto perchè era presente».

«La Knox cercò dopo l'omicidio di trasferirsi in Germania« - L'avvocato Carlo Pacelli, legale di Lumumba, tramite i tabulati delle intercettazioni ha anche messo in luce al processo come Amanda fosse assalita dal terrore in quei giorni subito dopo l'omicidio di Meredith e perciò avesse intenzione di recarsi in Germania. «Altro che disponibilità a collaborare. Amanda al telefono con un suo familiare residente in Germania aveva espresso la sua volontà di lasciare il Paese, ma l'idea fu lasciata cadere solo perchè la polizia le disse di non lasciare il Paese e di restare a disposizione». Per il legale di parte civile si tratta di un altro chiaro segno di colpevolezza.
Nella arringa ci si è soffermati sul lato oscuro di Amanda: «ragazza luciferina, falsa, di facili costumi come dimostra la facilità con cui aveva rapporti sessuali con ragazzi conosciuti da meno di un giorno». E ancora: «attrice che mostra il suo lato dolce, quando in realtà domina quello oscuro». L'avvocato non ha risparmiato anche argomenti intimi come «la passione per i vibratori» da parte della ragazza. Per tutto questo è stata chiesta la conferma della sentenza in primo grado.

L'Avvocato della Famiglia Kercher: «Sgozzata come negli omicidi di mafia» - «Meredith è stata sgozzata ed è stata oggetto di quaranta e più lesioni: vi mostro queste foto per farvi vedere le sofferenze di questa ragazza mentre moriva»: è stato questo il passaggio più forte dell'arringa dell'avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, da sempre sostenitore della teoria dell'omicidio in concorso coniata dall'accusa e accolta in primo grado dai magistrati. «Una tecnica utilizzata negli omicidi di mafia. Si sgozza per un torto subito.
Il suo unico torto è stato quello di aver incontrato i suoi assassini dentro casa sua», ha continuato Maresca che poi è passato a minimizzare le richieste economiche di parte civile nei confronti di Amanda e Raffaele: «La sofferenza della famiglia Kercher non la si paga con la moneta». In contrapposizione ai soldi l'avvocato ricorda «la giovinezza e il futuro che è stato portato via a Meredith a colpi di coltellate».
Amanda e Raffaele durante le proiezioni delle foto delle autopsia di Meredith sono rimasti con gli occhi fissi verso la Corte. Critico Maresca anche sulla nuova veste di credibilità che le difese hanno dato al testimone-assassino Mario Alessi, killer del piccolo Tommaso Onofri, che avrebbe raccolto gli sfoghi in carcere di Guede che scagionavano «i due ex fidanzati». «Noi parliamo della morte di Meredith Kercher e dobbiamo sentire per un giorno intero l'infame Alessi depositario di una nuova verità processuale. E secondo le difese dovremmo anche credergli. E' assolutamente inquietante che la verità sulla morte di Meredith Kercher possa venire da un individuo come Alessi». Il legale della famiglia ha chiesto alla Corte la conferma delle sentenza in primo grado.

Amanda: «Sto riflettendo su cosa farei tornata a casa» - «Qui in carcere sto ok. Sono molto stanca, o per il caldo o per l'agitazione per la fine della mia vicenda. Sto sempre riflettendo o su cosa potrei dire in aula o su cosa potrei fare con i miei cari appena tornata a Seattle»: è l'ultima lettera scritta da Amanda Knox dal carcere, e indirizzata all'onorevole Rocco Girlanda, ex presidente della Fondazione Italia Usa. La lettera è stata mostrata integralmente ieri sera da People, in onda su Canale 5.
Detenuta nel carcere di Perugia con una condanna a 26 anni per l'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa americana rischia l'ergastolo dopo le richieste della Procura generale di Perugia al termine del processo d'appello.