11 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Giustizia | Omicidio Meredith

Difficile dire no a richiesta di estradizione per Amanda Knox

E' questo il parere di alcuni esperti di diritto, consultati dopo il pronunciamento della sentenza. «Se questa decisione sarà confermata, penso che sarà estradata in Italia», ha affermato Alan Dershowitz, professore di diritto ad Harward

LOS ANGELES - Gli Stati uniti hanno pochi argomenti per opporsi a un'eventuale richiesta di estradizione italiana per Amanda Knox, condannata ieri a 28 anni e sei mesi di reclusione nel processo di appello bis per l'omicidio di Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa a Perugia il primo novembre del 2007. E' questo il parere di alcuni esperti di diritto, consultati dopo il pronunciamento della sentenza. «Se questa decisione sarà confermata, penso che sarà estradata in Italia», ha affermato Alan Dershowitz, professore di diritto ad Harward.

La giovane americana ha seguito il processo dalla sua casa natale di Seattle, nello stato americano di Washington. «Il sistema giudiziario italiano, anche se non lo amo molto, è un sistema legittimo. Noi abbiamo un trattato (di estradizione, ndr) con l'Italia e non vedo come ci si possa sottrarre», ha commentato ancora Dershowitz.

D'altra parte, ha ricordato il professore, «gli Stati Uniti sono il paese che estrada di più nel mondo» e viceversa. «Stiamo cercando di riportare Snowden» negli Stati Uniti. Come possiamo chiedere Snowden e rifiutarci di consegnare qualcuno condannato per omicidio?» si chiede l'esperto.

Amanda Knox ha il diritto di avviare un'azione legale contro la sua estradizione «ma le sue probabilità di successo non sono molto grandi», ha stimato da parte sua il professor Julian Ku, esperto di diritto internazionale alla Hofstra University. Negli Stati Uniti, dopo l'eventuale richiesta di estradizione avanzata dall'Italia, tocca al dipartimento di Stato chiedere al ministero della Giustizia di procedere all'arresto della ragazza ed avviare le procedure di estradizione.

«L'ultima parola appartiene al dipartimento di Stato», ha commentato ancora Julian Ku. «Può dire che il processo non si è basato su solidi criteri di giustizia» ma dovrebbe avere «degli elementi davvero forti per bloccare un'estradizione», ha insistito l'esperto sottolineando di «non avere mai avuto l'impressione che il processo fosse ingiusto».