15 agosto 2022
Aggiornato 17:30
Inchieste grandi eventi

G8, chiesto il rinvio a giudizio per Bertolaso. Scajola non va dai PM

Stessa richiesta per Anemone, Balducci e Rinaldi. Balducci al Gup: «Appalti regolari e nessun favore». Scajola non si presenterà all'interrogatorio dei Pm Roma. Donadi (Idv): «Scajola non va dai Pm, ma a sua insaputa»

PERUGIA - I Pm Sergio Sottani e Alessia Taverni, al termine della loro requisitoria, davanti al Gup del Tribunale di Perugia hanno confermato la richiesta di rinvio a giudizio di 19 tra funzionari pubblici, imprenditori e tecnici, e anche dei vertici amministrativi di 11 società; tutte coinvolti nell'inchiesta degli appalti per i Grandi Eventi per cui l'accusa avrebbe individuato una presunta cricca che in cambio di gare pilotate otteneva regali, immobili e prestazioni gratuite.
L'udienza è stata rinviata a domani per la volta delle requisitorie delle difese. Tra le richieste di rinvio a giudizio spiccano i nomi di Angelo Balducci, Fabio de Santis, Mauro della Giovampaola e Claudio Rinaldi, l'imprenditore Diego Anemone e l'ex numero uno della protezione civile Guido Bertolaso. Sabato la decisione del Gup.

Balducci al Gup: «Appalti regolari e nessun favore» - Nuova udienza preliminare davanti al Gup di Perugia del processo sugli appalti per i grandi eventi, tra cui il G8, e sulla «cricca» che ne gestiva assegnazioni in cambio di presunti favori e regalie da parte degli imprenditori coinvolti. In attesa della requisitoria dei pm Sergio Sottani e Alessia Taverni che avverrà in serata, nella quale i pm chiederanno il rinvio a giudizio di 19 indagati, in aula sono presenti l'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci e l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis. Angelo Balducci ha ribadito, secondo il suo avvocato David Brunelli, la correttezza del suo operato in qualità di responsabile degli appalti pubblici. Allo stesso tempo ha confermato la sua amicizia con il costruttore Angelo Balducci - dispensatore secondo l'accusa di regalie e appartamenti per ottenere i lavori - al centro dell'inchiesta.
«Abbiamo dimostrato - ha spiegato l'avvocato Brunelli - la perfetta regolarità delle gare d'appalto di cui si parla nel capo di imputazione, e anche del suo ruolo nelle fasi di gestione degli appalti. Tutto questo attraverso una produzioni documentale che i compensi corrisposti e le utilità di cui si parla sono stati corrisposti regolarmente. Della corruzione e delle presunte azioni a favore di Anemone non c'è rimasta praticamente nulla».
La vicinanza con Anemone, Balducci la liquidata ribadendo antichi rapporti di amicizia tra le famiglie» che in molti casi «hanno fatto pure dei viaggi insieme» tenendo sempre lontani e corretti i rapporti d'ufficio.
Balducci avrebbe portato anche delle carte che dimostrano come i lavori di recupero di alcune sue abitazioni non furono fatte da Anemone in maniera gratuita e di «ringraziamento» ma «sono stati fatti da altri, pagati regolarmente in base a contratti con altre imprese». L'ex numero uno della Protezione Civile, Guido Bertolaso, durante la pausa dell'udienza ha spiegato ai giornalisti: «Ho già fatto tre interrogatori lunghi, dettagliati e precisi nei quali, credo, ho chiarito tutto. Ora voglio ascoltare il pm, cosa dice e quali accuse ha da rivolgermi ancora una volta. Ora ascolterò e poi replicherò».

Scajola non si presenterà all'interrogatorio dei Pm Roma - Claudio Scajola non risponderà agli inquirenti della Procura di Roma rispetto all'acquisto della casa di via del Fagutale. L'ex ministro dello Sviluppo economico, attraverso i suoi difensori, ha informato i magistrati della Procura di Roma che non si presenterà all'interrogatorio che era stato fissato il 21 settembre, dopodomani.
I pubblici ministeri ritengono che Scajola, accusato di violazione delle norme sul finanziamento dei partiti, abbia acquistato l'abitazione, con vista sul Colosseo, ed effettuato i successivi lavori di ristrutturazione, grazie a fondi messi a disposizione dall'imprenditore Diego Anemone. A seguire la trattativa fu l'architetto Angelo Zampolini. Il professionista, in passato ha confermato i termini dell'operazione.
Il difensore di Scajola, l'avvocato Giorgio Perroni, ha spiegato: «Il mio assistito, quale indagato, ha il diritto di vedere gli atti, le reali parole e circostanze che lo chiamano in causa e poi valutare se rispondere ai pm. In questa storia ci sono state due procure della Repubblica che ci hanno messo le mani. Sono 2 anni di indagine. Noi riteniamo, sulla base delle notizie lette sulla stampa, che alcuni testi non abbiano detto la verità in questa storia. Ma Scajola prima di offrire una spiegazione ha tutto il diritto di avvalersi delle cautele previste dalla legge».
I magistrati nelle prossime ore decideranno quali passi compiere. I pm potrebbero depositare gli atti e chiudere l'inchiesta oppure decidere di convocare Zampolini. Nell'ambito degli accertamenti disposti sinora sono stati ascoltati alcuni, tra cui le sorelle Barbara e Beatrice Papa, che vendettero al parlamentare l'immobile al primo piano di via del Fagutale. Oltre al notaio Gianluca Napoleone, che sancì il passaggio di proprietà e Luca Trentini, il direttore della filiale della Deutsche Bank, dalla quale furono emessi gli assegni circolari necessari all'affare.

Donadi (Idv): «Scajola non va dai Pm, ma a sua insaputa» - «Claudio Scajola non si presenterà ai pm, ma a sua insaputa. Perché non ha ancora capito chi e perché gli ha pagato la casa». Lo afferma il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
«L'ironia - aggiunge Donadi - è d'obbligo per commentare dei fatti che hanno del surreale e che sembrano presi da commedie dell'assurdo. Il livello di illegalità, corruzione, incapacità, e disprezzo per le regole e le istituzioni raggiunto da questo governo è senza pari nella storia repubblicana. E' triste dover constatare che Berlusconi ha fatto scuola nei rapporti tra politica e magistratura, ma anche Scajola, come gli altri, sarà presto solo uno sbiadito ricordo di una brutta stagione».

Cicchitto difende Scajola: «Dall'Idv processo preventivo» - «Troppo spesso Idv ricorre ai processi preventivi. Oggi addirittura usa l'ironia per minare un principio sancito, che è quello di potere scegliere la modalità con la quale difendersi all'interno di un processo». Il Presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto, in una dichiarazione, ha replicato alle ironie di Idv sulla mancata presentazione ai pm dell'ex ministro Claudio Scajola nell'inchiesta sui lavori per il G8.
«Evidentemente gli autoproclamatisi portabandiera della legalità sospendono 'ad personam' il principio sancito in Costituzione che la legge è uguale per tutti», ha affermato ancora Cicchitto.