4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
Autodifesa in aula

Milanese: Io innocente, indagare chi mi accusa

Il Deputato del PDL si rivolge a Bersani: «Fermiamo la macchina del fango contro i partiti»

ROMA - «Sono innocente, nessuno dei fatti di cui vengo accusato è vero». Lo ha detto il deputato del Pdl Marco Milanese chiedendo in Aula alla Camera di autorizzare i pm di Napoli all'apertura delle cassette di sicurezza che gli sono state sequestrate e all'uso dei tabulati telefonici.

Milanese ha rivolto un appello ai suoi colleghi deputati, citando per nome il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: «Se volete essere i miei giudici dovete farlo con conoscenza, chiedete anche voi di indagare su chi mi calunnia con accuse false. Io l'ho già fatto e lo farò in seguito con denunzie formali. Chiedete che si cerchi la verità, pretendete che insieme ai miei tabulati vengano acquisiti anche quelli di coloro che mi accusano di aver fornito loro informazioni riservate», ad esempio Paolo Viscione.

«Questo accertamento - ha osservato Milanese - non è stato fatto. Chiedetevi perché. Bersani, è evidente l'attacco mosso da più parti al sistema dei partiti. Non intervenire per capire cosa c'è dietro questa macchina del fango sarà per tutti noi imperdonabile».

&q«Quando per la prima volta ho preso posto in quest'aula - ha detto Milanese - ho pensato che avrei continuato a servire il paese e mai avrei immaginato di dovere prendere la parola per difendermi da accuse così gravi e infamanti. Mi trovo in una situazione di disagio e mortificazione» ma «questa situazione coinvolge la credibilità delle istituzioni».

«Io - ha sottolineato Milanese - sono innocente, nessuno di questi fatti è vero e ho un solo modo per dimostrarlo, un solo modo per liberarmi dall'onta che mi sovrasta: che le indagini proseguano e si compiano più velocemente possibile». p>

«Sono stato schiacciato dalla veemenza del vento della calunnia alimentato da ogni parte, ho sentito tante cose false come ad esempio di presunte tangenti smentite dai fatti e dagli interessati. Ma quelle che fanno più male sono quelle provenienti da colleghi che parlano senza conoscere fatti ed atti».

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