23 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
La figlia del Premier intervistata dal Corriere della Sera

Marina Berlusconi: Disgusto unico per come è trattato papà

«Le carte non contengono uno straccio di prova. Bluff Spatuzza e Ciancimino»

ROMA - «Mai, nemmeno per un istante». Marina Berlusconi non ha provato il minimo imbarazzo di fronte ai racconti del Rubygate e, in un'intervista al Corriere della sera, prosegue: «Quello che mi ha disgustato è ciò che hanno fatto a mio padre, e come l'hanno fatto. Ai nostri figli e nipoti non dovremo vergognarci di raccontare le cene di un presidente del Consiglio, dovremo vergognarci di raccontare lo scempio che è stato compiuto di leggi e regole per cercare di farlo fuori, con un vero e proprio assedio».

Le carte del processo Ruby, per la figlia del premier, «non contengono uno straccio di prova, però - è questa la chiave - sono 'utili per ricostruire il contesto': in parole povere, per infamare mio padre. Ecco la macchina del fango: la procura produce, la stampa diffonde. Niente prove, solo contesto e il gioco è fatto». Altro esempio: «Sono diciassette anni che tirano fuori pentiti e 'superteste' per dimostrare che all'origine del nostro gruppo ci sono ombre mafiose. Naturalmente, uno dopo l'altro, dagli Spatuzza ai Ciancimino, questi signori si rivelano un bluff. Ma si fa finta di niente e si continua a calunniarci».

In generale, «guai a identificare la magistratura con quel gruppo di toghe, molto potenti ma pur sempre una minoranza, che passano la vita tra un convegno contro Berlusconi e un talk-show contro Berlusconi, e nei ritagli di tempo studiano come incastrare Berlusconi». Marina afferma: «Continuo a essere serena, perché so che uomo è mio padre, che non ha mai fatto assolutamente nulla di male e sono sicura che, come sempre, saprà far valere le sue ragioni».