Berlusconi: Bene comando Nato. Si lima risoluzione
Domani nuovo vertice con la Lega. Prima del Cdm vertice Ministri-Premier
ROMA - Si avvicina il passaggio parlamentare sulla Libia, ma nella maggioranza resta da chiudere l'intesa sulla risoluzione comune alla quale lavorano i dirigenti della maggioranza. La riunione di stamane al Senato fra Pdl e Lega sembrava potesse essere risolutiva, ma l'accordo ancora sfugge al centrodestra se è stato necessario convocare per domattina, alle 8.30, un nuovo vertice per tentare di sbrogliare la matassa. E però anche vero che a sera, quando per bocca degli Usa si è iniziato a capire che la Francia avrebbe accettato il comando Nato, il clima nel centrodestra è migliorato e Silvio Berlusconi, al telefono con un ministro interessato al dossier libico, avrebbe mostrato soddisfazione per il cambiamento di rotta, considerata una vittoria anche del governo italiano.
Certo, il Carroccio non nasconde da giorni malumori per la gestione dell'emergenza libica da parte dell'esecutivo, e oggi ha ribadito le quattro richieste che, se accolte, permetteranno alla maggioranza di ricompattarsi sulla risoluzione: rispetto assoluto della risoluzione Onu, responsabilità di tutti i membri della coalizione nella gestione dei profughi, rispetto degli accordi commerciali in essere prima dell'intervento militare e soprattutto - punto più spinoso - il blocco navale non solo in ingresso verso la Libia, ma anche in uscita nei confronti dei migranti. E' stata proprio la Lega, nel pomeriggio, a sollecitare dunque una nuova riunione. Spiazzando il Pdl e irritando non poco chi, nel partito di Berlusconi, ritiene che i padani si stiano differenziandosi oltremodo.
Ipotesi «risoluzione dura» - C'è anche una corrente di pensiero, in ambienti della maggioranza, che ritiene conveniente mettere nero su bianco una risoluzione dura per spingere l'opposizione a votare contro, in modo da compattare la maggioranza e contemporaneamente puntare il dito contro «l'irresponsabilità» del centrosinistra. Ma è altrettanto vero che, secondo fonti di governo, il Colle avrebbe invitato alla massima unità possibile di fronte a questo delicato passaggio.
Nonostante il pressing del Popolo della libertà, il premier non sarà con ogni probabilità presente in Parlamento per rappresentare l'esecutivo. Il Senato ha approvato infatti a maggioranza il calendario della settimana in corso, stabilendo che saranno i ministri della Difesa e degli Esteri a riferire in Aula sulla crisi libica. Berlusconi presiederà invece, domattina alle 8.30, una riunione interministeriale con i ministri degli esteri, della Difesa, dell'Interno, dei trasporti e della Giustizia, insieme a Gianni Letta.
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