23 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Loggia Carboni

P3, Bindi deposita pdl per una Commissione d'inchiesta

«A titolo personale». Firmano anche, tra gli altri, Zaccaria, Tenaglia, Giulietti

ROMA - Sulla P3 il Parlamento deve indagare, si dia vita ad una commissione di inchiesta: Rosy Bindi va avanti e, nonostante la freddezza del Pd, presenta alla Camera («A titolo personale», tiene a precisare, la proposta di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla P3, firmata anche, tra gli altri, da Roberto Zaccaria, Giuseppe Giulietti, Lanfranco Tenaglia, Donatella Ferranti, Richi Levi, Sandra Zampa e Pier Luigi Castagnetti. «Vogliamo fare chiarezza- dice la Bindi - vogliamo che il Parlamento trovi la forza per il rinnovamento. Serve un'operazione trasparenza: serve alle istituzioni, all'opposizione e, soprattutto, alla maggioranza».

«A TITOLO PERSONALE» - Il carattere «personale» dell'iniziativa viene sottolineato più volte: «Il partito non ha preso una decisione, né in un senso né nell'altro - dice la Bindi - non ha avuto nemmeno modo di discuterne. E' un'iniziativa a titolo personale, per ciascuno dei promotori». Il fatto che lei ricopra la carica di presidente dell'Assemblea nazionale del Pd non può incidere: «Neanche gli incarichi di partito espropriano i parlamentare del diritto di iniziativa».
E che non ci sia un 'timbro di partito' viene persino apprezzato da Giuseppe Giulietti, iscritto al gruppo misto e portavoce dell'associazione Articolo 21: «Se fosse stata un'iniziativa di partito - spiega - avrebbe 'delimitato il campo'».
Del resto, dicono in molti da Levi a Tenaglia, la P3 sembra persino realizzare un «salto di qualità» rispetto alla P2, «si configura una situazione potenzialmente molto peggiore», insiste Levi. E l'appello è rivolto anche alla maggioranza, come rileva Castagnetti: «Dovrebbero essere i primi interessati a capire cosa è accaduto alle loro spalle. Spero che ci sia la possibilità di avere interlocutori nella maggioranza, o almeno con parti della maggioranza...».