Scajola a Roma, rientro anticipato da Tunisi
«Voglio difendermi». Voci dimissioni smentite, premier «garantista» aspetta sviluppi
ROMA - Claudio Scajola è rientrato Roma dalla Tunisia, in anticipo rispetto ai programmi. Il ministro, che oggi ha incontrato una delegazione del Governo per l'accordo sull'elettrodotto Italia-Tunisi, domani avrebbe dovuto vedere alcuni imprenditori ma ha preferito tornare in serata. Una decisione, a quanto si apprende, legata alle polemiche e alle pressioni per il suo coinvolgimento nell'inchiesta sugli appalti al G8.
Situazione da lui stesso denunciata oggi in una nota, «c'è un processo mediatico» mentre «non sono indagato», di fronte alla quale meglio essere presenti, anche per continuare sulla linea difensiva e all'occorrenza di «attacco». Dunque non per lasciare, piuttosto smentire le voci di dimissioni che pure sono corse anche insistenti per tutta la giornata e che lo stesso ministro, con i giornalisti che gli facevano precise domande in merito, non ha voluto commentare né per negare né per confermare.
Scajola incassa comunque il sostegno di tutto il Pdl e, a quanto si apprende, anche il premier Silvio Berlusconi sarebbe rimasto sulla linea indicata al responsabile dello Sviluppo economico nel faccia a faccia di giovedì scorso. Il presidente del Consiglio è infatti notoriamente garantista e, viene fatto notare, allo stato il ministro non è nemmeno indagato ma sarà sentito dai pm soltanto come persona informata dai fatti. Il Cavaliere non vuole che si presti il fianco a un processo che per ora è fatto solo sui media, ma - è il ragionamento in ambienti di governo - ogni valutazione potrà essere modificata se ci saranno nuovi sviluppi.