11 luglio 2020
Aggiornato 23:00
Gasparri: «La par condicio è ormai superata»

L'Agcom annulla lo stop. Zavoli: la Rai ripristini i talk show

Dopo che il Tar ha accolto il ricorso di Sky e La 7 contro il regolamento che vieta i dibattiti politici fino al voto

ROMA - Informazione politica sulle private, talk show che tornano in ballo per la Rai. Oggi il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di sospensiva della delibera Agcom avanzata da Sky e Telecom Italia Media, consentendo a Sky di proseguire con i faccia a faccia e a Mediaset di riportare l'informazione politica, ad esempio, a Matrix. L'Agcom annulla la delibera e cambia il quadro a due settimane dal voto: ora la palla, per l'informazione Rai, passa al Cda, convocato in seduta straordinaria lunedì alle 12.

Il Tar, nel suo dispositivo, conferma i dubbi sollevati da conduttori, opposizione, dal Presidente della Vigilanza Zavoli e anche da parte del Cda Rai, in primis il Presidente Paolo Garimberti: la delibera Agcom, che ricalca il regolamento della Vigilanza laddove sottopone l'informazione alle regole della comunicazione politica, viola l'articolo 2 della legge sulla par condicio che tiene ben distinte le due cose. Distinzione, si legge nel dispositivo, che rende illegittima l'applicazione della comunicazione politica all'informazione. Distinzione su cui si è basata anche la Consulta, con una sentenza del 2002, per definire costituzionale la legge sulla par condicio.

IL CASO RAI - Con lo stop alla delibera Agcom il caso si riapre in Cda Rai e lunedì bisognerà decidere come muoversi. Il regolamento della Vigilanza offre tre strade, partendo da una premessa, ovvero che gli approfondimenti sono ricondotti a testata giornalistica e dunque sottoposti alle regole della comunicazione politica: le tribune possono sostituire i talk show o essere inserite in spazi di analogo ascolto, e potrebbe essere questa la nuova interpretazione da dare, consentendo ad Annozero, Ballarò, Porta a porta e l'Ultima parola di andare in onda ma senza politica, come suggerito dal Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli.
Strada difficile, lo stesso Garimberti lo aveva riconosciuto nei giorni scorsi proprio in una lettera a Zavoli, ma forse l'unica percorribile, anche se, per la maggioranza in Consiglio, potrebbe riproporsi il nodo del confine labile tra politica e altri argomenti. Ma il tempo corre e, a due settimane dal voto, avverte Zavoli, «i nodi vanno sciolti». Magari ripristinando i talk-show ma «con temi non riconducibili all'attualità politica».

BERSANI: «LA RAI NE PRENDA ATTO» - Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si è augurato a questo punto che possano riprendere subito anche i programmi di approfondimento della Rai. «Il Tar ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l'assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico - ha dichiarato in una nota -. Ci aspettiamo che tali criteri siano fatti propri anche dalla commissione parlamentare di Vigilanza Rai e che tutto il sistema sia messo nelle stesse condizioni». «Il rischio - ha aggiunto - è che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione. Serve riportare il buon senso e riaprire subito gli approfondimenti informativi che sono stati sospesi nei giorni scorsi».

GASPARRI: «PAR CONDICIO SUPERATA» - «La sentenza del Tar dimostra ancora una volta di più quanto sia superata questa legge - ha commentato invece il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri -. Il presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Calabrò, aveva votato contro l'estensione delle decisioni della Commissione di vigilanza alle emittenti commerciali. Quindi il Tar conferma le valutazioni di prudenza che erano venute proprio dal presidente dell'Agcom. Ma al di là dei cavilli, anche in questo caso bisogna privilegiare la sostanza. Subito dopo le elezioni vanno varate norme nuove che garantiscano il pluralismo, ma che superino una normativa, quella voluta dalla sinistra che prima l'ha invocata e adesso si lamenta, che crea rigidità eccessive e che apre la strada a un contenzioso interminabile».