10 luglio 2020
Aggiornato 00:30
120.000 utenti unici sul web per «Raiperunanotte»

Santoro fa il record di ascolti da Bologna

Tornano comici allontanati per anni dalla tv pubblica. Applausi a Travaglio che ha ricostruito i passaggi dell'inchiesta di Trani

BOLOGNA - I cassintegrati lasciati fuori dalla fabbrica, i comici allontanati dalla televisione pubblica, i giornalisti sgraditi: Michele Santoro li raduna tutti per una sera. E quelli che non possono raggiungere il PalaDozza di Bologna li fa intervistare e proietta il filmato tra un intervento e un altro. «Raiperunanotte», l'iniziativa pensata in risposta alla decisione di sospendere i talk show politici dalla Rai, inizia puntale alle 21, ieri sera, con un video storico di Benito Mussolini che incita le folle e di Silvio Berlusconi che grida davanti ai suoi simpatizzanti contro la sinistra; e finisce dopo mezzanotte e mezzo con gli operai della Omsa di Faenza che fanno il trenino sul parquet dove di solito si allena la Virtus pallacanestro. Per oltre tre ore è un susseguirsi di musica, comicità e riflessioni politiche a pochi giorni dalle elezioni regionali.

125MILA ACCESSI - Il primo successo Santoro lo registra dopo una quarantina di minuti: gli accessi al sito dell'iniziativa per vedere in streaming lo spettacolo sono 97 mila, un record mai registrato prima in Italia. A notte fonda gli organizzatori contano 125 mila accessi. A questi vanno aggiunti i seimila spettatori presenti al palazzetto emiliano; tutti quelli che hanno raggiunto le decine di piazze italiane dove erano stati installati maxischermo; tutti quelli che hanno seguito il programma attraverso altri siti internet o tv locali.

GLI INTERVENTI - A scaldare subito il clima è il segretario della Fnsi, Roberto Natale, che dà conto di «alcune telefonate fatte in serata da dirigenti Rai a Santoro e i suoi collaboratori», ricordando loro l'obbligo dell'esclusiva: «Ricordi bene la vergognosa Rai di questi tempi - dice il segretario - che questa è un'iniziativa sindacale, non si azzardino a pensare a provvedimenti, pensino piuttosto alle scandalose telefonate del direttore generale». Poi il comico Antonio Cornacchione: «Silvio non ha mai censurato nessuno, ci tiene a rimanere incensurato». Segue Elio e le storie tese: «Vi propongo ora una canzone che parla di un esiliato, proprio come te, che però è tornato trionfalmente - dice Elio rivolgendosi a Santoro -. Quindi è un auspicio. Stiamo parlando di un personaggio popolare: il principe Emanuele Filiberto». «Votate monarchia - canticchia -, così comando io! Io nuoto nei miliardi, essendo savoiardo li puccio nel caffè». Il regista Mario Monicelli, interviene in video: «Questa è una bella lotta, una rivoluzione. Ci vuole qualcosa che riscatti questo popolo, che si è sempre stato sottoposto, schiavo di tutto».

VESPA: «FRANTUMATO OGNI REGOLA» - Raiperunanotte ha frantumato ogni regola. E' l'opinione di Bruno Vespa che, all'indomani della kermesse condotta da Michele Santoro dal Paladozza di Bologna, si dice «sgomento»: «Finora - spiega - avevo dovuto chiedere alla Rai il permesso se il più innocuo dei dibattiti ai quali partecipavo veniva ripreso dalla più piccola televisione locale. Ieri sera ogni regola è stata frantumata, in una manifestazione che mi ha lasciato sgomento. Vedremo a questo punto se la Rai è ancora un'azienda o un posto in cui si gioca a 'tana liberi tuttì».

BERLUSCONI: «UN LUGUBRE CARRO DI TESPI» - Un «lugubre carro di Tespi». Silvio Berlusconi definisce così, a SkyTg24, la trasmissione di ieri si Michele Santoro, citando il drammaturgo greco che secondo Orazio girava l'Attica con un carro su cui montava un palco. Eppure la premessa era stata: «Non mi sono affatto scagliato contro questa manifestazione. Mi hanno chiesto un parere e ho detto non lo do perchè sarei stato troppo severo».
Il presidente del Consiglio si è comunque detto convinto che «molti ascoltatori abbiano tratto indicazioni opposte a quelle volute dagli organizzatori di questo lugubre carro di Tespi». E con l'occasione ribadisce il giudizio sui «processi in tv» a suo dire organizzati da Santoro: «Inaccettabili, incivili e barbari».