27 luglio 2021
Aggiornato 00:00
Pdl escluso a Roma

Berlusconi: ci hanno bloccato liste

Il Premier contro i Radicali e i Giudici. E attacca: «Sinistra sovietica»

ROMA - Una conferenza stampa convocata per «reagire alla assoluta disinformazione che è stata data al riguardo delle vicende inerenti le liste». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ci ha messo la faccia per fare una minuziosa ricostruzione degli eventi che hanno portato all'esclusione della lista Pdl dalla provincia di Roma per le regionali, e per dire che se il Pdl nella capitale rischia di rimanere fuori la responsabilità è della «gazzarra» inscenata dai radicali prima e dai magistrati poi. Ma la 'gazzarra' alla fine si crea anche a via dell'Umiltà. La conferenza stampa, a un certo punto si trasforma in uno scontro verbale tra lo stesso premier e un sedicente giornalista free lance, Rocco Carlomagno, che diventa anche fisico quando a intervenire è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

CRONISTORIA - Il premier, come raramente fa, legge quasi pedissequamente una cronistoria che ripercorre le tappe di quella giornata. «Dalla ricostruzione - spiega - si evince con chiarezza che ai delegati Pdl del Lazio è stato impedito di presentare le liste». Secondo Berlusconi «è stata posta in atto una gazzarra da parte dei Radicali», che «hanno costretto i contendenti ad allontanarsi». Ergo, per il Cavaliere, la decisione è «priva di fondamento giuridico» e determinata da un «marchiano errore».

Il presidente del Consiglio nega quindi che ci siano ipotesi di rinvio del voto e anzi spiega di essere pronto a «raddoppiare» gli sforzi per far vincere la candidata del Pdl, Renata Polverini. Detto questo, però, il premier punta il dito contro la sinistra «anti-democratica e meschina» che vuole «correre da sola» come si faceva nell'Unione sovietica. E ufficializza la manifestazione di piazza che si terrà a Roma; secondo quanto si apprende, non il 20 ma il 21 marzo, domenica. Manifestazione alla quale non parteciperà Gianfranco Fini: nessuna sorpresa, fa capire il Cavaliere, visto che il co-fondatore del Pdl «è presidente della Camera».

CONTESTAZIONE - La conferenza stampa finisce poi in bagarre quando senza chiedere la parola Rocco Carlomagno comincia a chiedere a gran voce conto di Bertolaso e tangenti, dei soldi spesi in Abruzzo. Berlusconi prova inizialmente a chiedergli di attendere il suo turno, poi lo accusa di villania. Nella querelle interviene anche La Russa che tenta di bloccare Carlomagno prima a parole, poi arrivando a prenderlo per il bavero. «Mi ha dato due pugni nello sterno» accusa l'uomo che, poco dopo, l'ufficio stampa del Pdl in una nota definisce un «non giornalista» che si è presentato «falsamente come ufficio stampa del Senato». Carlomagno non è nuovo alle contestazioni. Da tempo infatti l'uomo, originario della Basilicata e militante dei movimenti contro il nucleare frequenta gli ambienti della politica per dire la sua.

Il contestatore però non ce l'ha solo con il Pdl e Berlusconi, è presente infatti spesso anche alle conferenze stampa del centrosinistra e con il Pd ha avuto da ridire contro Walter Veltroni. Ultimamente se l'è presa con Luciano Violante durante un seminario sulla giustizia. I suoi toni e le argomentazioni sempre precise e documentate, a onor del vero, hanno irritato perfino Marco Pannella che in un'occasione infastidito dalle sue interruzioni gli gridò 'toglietegli il microfono'.