23 luglio 2019
Aggiornato 12:00
Una vasta opera di riciclaggio

Capaldo: un danno allo Stato da 400 milioni

Il raggiro attraverso la falsa fatturazione di servizi

ROMA - Una vasta opera di riciclaggio che ha portato un danno allo Stato italiano per oltre 365 milioni di euro, derivanti dal mancato versamento dell'Iva, attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per più di un milione e 800mila euro. E' questo il «succo» dell'operazione del Ros dei carabinieri e del nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza, i cui risultati sono stati illustrati oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla Procura di Roma.

Il gip Aldo Morgigni, su richiesta dei pm Bombardieri, Di Leo e Passaniti, ha disposto la misura cautelare in carcere per 52 persone e gli arresti domiciliari per altre 4. Tra coloro per cui è stata emessa l'ordinanza, ci sono il senatore Nicola Paolo Di Girolamo e il fondatore di Fastweb ed ex amministratore delegato della società telefonica, Silvio Scaglia. «Al momento il manager risulta ricercato», si spiega a piazzale Clodio.

Le indagini hanno interessato non solo regioni come il Lazio, la Toscana, l'Umbria, la Lombardia e la Calabria, ma anche gli Stati Uniti, lo stato del Delaware, la Francia, la Svizzera il Lussemburgo, il Regno Unito, la Romania e gli Emirati arabi, Singapore e Hong Kong. «Siamo arrivati a questo punto grazie alla collaborazione degli organi di polizia e giudiziaria - ha spiegato il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo - In questo modo è stato accertato che i capitali erano nascosti, creati ad arte da società legate a quelle di tlc più grandi, e utili solo per creare traffico telefonico fittizio. Il sistema era quello delle 'phuncards', necessarie per l'accesso ad internet».