8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
L'inchiesta

Inchiesta riciclaggio, il gip dice sì alla scarcerazione di Scaglia

Concessi gli arresti domiciliari al fondatore di Fastweb in carcere da 80 giorni

ROMA - Possono essere concessi gli arresti domiciliari per Silvio Scaglia. Questo il parere degli inquirenti della Procura di Roma che è stato trasmesso al giudice delle indagini preliminari, che a breve potrebbe decidere nei confronti del fondatore di Fastweb.

Scaglia è in carcere da 80 giorni. Il suo arresto è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta di associazione per delinquere e riciclaggio, che ha coinvolto, tra gli altri, l'ex senatore Nicola Di Girolamo. All'attenzione dei pubblici ministeri Francesca Passaniti, Giovanni Di Leo e Giovanni Bombardieri, e del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, è stata posta una istanza dei difensori di Scaglia, gli avvocati Piermaria Corso e Antonio Fiorella. La richiesta dei due penalisti è tesa al completo ritorno in libertà del loro assistito.

Gli appelli - Nei giorni scorsi in favore di Scaglia si erano mobilitati molti amici del manager anche in un blog, e la moglie aveva scritto un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. In una lunga lettera, datata 4 maggio e indirizzata al Capo dello Stato, Monica Aschei Scaglia sosteneva che suo marito «si è sempre dichiarato innocente, estraneo ai fatti che gli vengono contestati, peraltro già oggetto di un precedente chiarimento con la magistratura inquirente». Lo stesso Scaglia aveva sostenuto la propria innocenza in uan lettera a Carsten Scholterin occasione dell'assemblea di Fastweb.

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