5 aprile 2020
Aggiornato 04:00
Inchiesta riciclaggio

Scaglia ai domiciliari in Valle d'Aosta

Dopo 82 giorni di carcere a Rebibbia, la moglie: «Silvio è pronto a dimostrare la sua innocenza»

AOSTA - Monica Aschei Scaglia, moglie di Silvio Scaglia, si è alzata di buon'ora questa mattina nella casa di Antagnod, la frazione capoluogo nell'abitato di Ayas, ai piedi del Monte Rosa in Valle d'Aosta: ha acceso il caminetto, necessario per riscaldare la casa delle vacanze della famiglia, sia perchè era disabitata da diversi mesi sia perchè, nonostante la primavera avanzata, in alta montagna le temperature restano ancora piuttosto rigide.

Circa un'ora prima dell'arrivo del fondatore di aziende come «Omnitel», «e.biscom», «Fastweb» e «Babelgum» al quale vengono contestati, nell'ambito dell'operazione Broker i reati di associazione per delinquere finalizzata all'evasione fiscale e dichiarazione infedele mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti, sono giunti sul posto anche giornalisti e fotografi.

La famiglia Scaglia da diversi anni vive a Londra e la scelta di passare gli arresti domiciliari ad Antagnod non è stato un «capriccio» ma la volontà di voler stare nell'unica casa di proprietà della coppia. Alle 12.42 Silvio Scaglia è arrivato ad Antagnod, accompagnato da due agenti della Polizia penitenziaria e da un carabiniere, che sono entrati nell'abitazione con lui. Scaglia è salito a piedi percorrendo la lunga strada pedonale che dal centro del paese porta alla sua abitazione, passando davanti alla chiesa, cercando di bypassare giornalisti e fotografi: la moglie lo aspettava all'ingresso secondario, ma lui si è presentato a quello principale. Poco prima era arrivata in zona anche la sua portavoce, Stefania Valenti, che ha portato alla moglie Monica diversi viveri, tra cui una bottiglia di spumante «Ferrari riserva», un pezzo di formaggio «Fontina», ed il libro «Le poesie alla Luna», raccolta di versi dedicati alla Luna di alcuni tra i più grandi poeti di tutto il mondo, pubblicato lo scorso anno in occasione del cinquantesimo anniversario dell'allunaggio.

«Ho trovato Silvio dimagrito ma lucido, sereno e pronto a dimostrare la sua innocenza - ha raccontato la moglie Monica dopo l'arrivo del marito - in questi giorni raccoglierà idee e fatti in un memoriale che sarà utile alla nostra linea difensiva. Sono contenta che sia riuscito a parlare anche con i nostri figli: non siamo abituati a non sentirci per così tanto tempo». L'ordinanza del gip di Roma, Aldo Morgigni, che dopo 82 giorni di carcere a Rebibbia ha concesso a Silvio Scaglia gli arresti domiciliari, consente contatti e visite solo con la moglie ed i figli, oltre che al medico personale e ad un'inserviente: «Cercheremo di distrarci anche con la lettura e la musica - ha aggiunto la signora Scaglia - abbiamo molti libri e diversi compact disc quassù».

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