17 agosto 2019
Aggiornato 15:00
Emergenza carceri

Carceri, disordini e rivolte a Venezia, Padova e Como

Uil e Sappe: «Urgente assumere nuovo personale»

ROMA - Una rivolta è scoppiata la notte scorsa nel carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia, mentre una rissa si è scatenata a Padova e disordini si sono registrati anche Como. Nel capoluogo veneto «la protesta - spiga la Uil Pa (Pubblica amministrazione) Penitenziari - che ha assunto tutti gli aspetti di una vera rivolta» e «che è stata sedata nella nottata al terzo piano della casa circondariale».

La Uil parla di «celle distrutte, suppellettili divelte, coperte e giornali date alle fiamme». Mentre «nel pomeriggio di ieri - aggiunge - presso la casa di reclusione di Padova, una sessantina di detenuti stranieri hanno dato vita, nella fruizione del campo sportivo, ad una maxi rissa continuata nelle sezioni quando sono stati fatti rientrare». E proteste dietro le sbarre si registrano anche a Como, riporta il Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria).

Per fare fronte alla situazione, occorre l'assunzione di nuovo personale, sottolinea Eugenio Sarno, segretario della Uil Pa Penitenziari. «La polizia penitenziaria - afferma - è in trincea, tra ferie non godute, riposi non fruiti ed emolumenti non percepiti. In questa baraonda - continua - a pagarne le più dirette conseguenze sono gli uomini e le donne della polizia penitenziaria cui, tra l'altro, non si negano solo ferie e riposi ma persino gli emolumenti economici spettanti. Dall'inizio dell'anno non sono pagati gli straordinari e missioni; Tantomeno nelle buste paga si vedono ancora gli aumenti contrattuali contrattati ad aprile. A questo punto - sottolinea Sarno - credo sia necessario un intervento diretto del ministro Alfano. Faccia sentire la sua voce e dia un segnale concreto. Aspettiamo alla ripresa dei lavori non solo una sua convocazione ma anche che il ministro presenti un disegno di legge per assunzioni straordinarie e che dia corso a provvedimenti di razionalizzazione delle risorse umane perseguendo quella lotta agli imboscati nei palazzi del potere che ha, verbalmente, condiviso. Cominciando proprio da Via Arenula».

«In tutto questo drammatico contesto - sottolinea il segretario del Sappe, Donato Capece - sconcerta la mancanza di provvedimenti concreti ed urgenti da parte dell'amministrazione penitenziaria. Per queste ragioni, rinnovo il mio appello al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per l'adozione di urgenti interventi per il sistema carcere, a cominciare dall'assunzione straordinaria dei 5 mila agenti che mancano, magari con concorsi nazionali a livello regionale».