21 settembre 2019
Aggiornato 03:00
Missione ISAF

La Russa: «Peggior timore si è verificato»

«Temevamo aumento a dismisura della potenza esplosiva»

ALGERI - Con la morte di un paracadutista italiano in Afghanistan, questa mattina a 50 chilometri a nord-est di Farah, «il peggior timore che avevamo si è verificato»: è quanto ha commentato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha ricevuto la notizia dell'uccisione di un militare italiano in Afghanistan al suo arrivo ad Algeri dove è impegnato in un incontro con il suo omologo Abdelmalek Guenaizia.

La Russa ha espresso «massimo cordoglio e massima vicinanza alle famiglie della vittima e dei tre militari feriti». «Si è verificato il peggior timore che avevamo, che potesse aumentare a dismisura la potenza degli ordigni esplosivi in modo da creare danni ai soldati all'interno del blindato Lince, finora un mezzo efficace alla protezione», ha spiegato La Russa.

Il tragico evento, ha insistito il ministro, «impone una ulteriore riflessione sui mezzi e le attrezzature e conferma la pericolosità di questa fase che ha visto perdite umane prima tra gli alleati e ora anche tra gli italiani», ha detto La Russa.