1 agosto 2021
Aggiornato 16:00
«West nile» in Veneto

Sandri: «Ad oggi nessun caso umano di west nile»

La West Nile è una malattia infettiva trasmessa esclusivamente da zanzare infette, in particolare del genere “culex”, e occasionalmente può essere trasmessa a diversi animali e all’uomo

VENEZIA - «Ad oggi in Veneto non sono stati accertati casi di malattia West Nile nell’uomo e le strutture sanitarie competenti sono comunque allertate e vigili». Lo dice oggi l’Assessore regionale alla sanità del Veneto, Sandro Sandri, per rispondere ai timori suscitati dalla comparsa di tale malattia in alcuni campioni prelevati da un allevamento di cavalli in provincia di Rovigo, coinvolto dall’arrivo di un animale infetto da un allevamento dell’Emilia Romagna.

La West Nile – spiegano gli esperti – è una malattia infettiva trasmessa esclusivamente da zanzare infette, in particolare del genere «culex», e occasionalmente può essere trasmessa a diversi animali e all’uomo. La persistenza e la quantità del virus nel sangue non sono comunque sufficienti a causare ulteriori contagi. La West Nile, nelle persone, è perlopiù asintomatica (nell’80% dei casi) o si manifesta con sintomi lievi. In casi rari (meno dell’1%), soprattutto in persone anziane o con deficit immunitario, si possono presentare forme più preoccupanti, con sintomi di tipo neurologico (encefalite o meningoencefalite). «Per quanto riguarda la sorveglianza umana - fa sapere Sandri - è stata attivata sia una sorveglianza attiva per le persone che lavorano o risiedono nei pressi delle zone segnalate dai Servizi Veterinari, sia una sorveglianza in soggetti ricoverati con sindromi neurologiche acute ad eziologia sconosciuta. Nel caso si dovessero presentare dei casi umani di questa malattia sono anche previsti una serie di interventi per quanto riguarda la donazione di sangue, di tessuti e di organi».

In particolare, per il sangue, è prevista l’effettuazione di particolari test sulle donazioni effettuate nell’area coinvolta e la sospensione della donazione per 28 giorni da parte dei donatori di altre zone che abbiano soggiornato almeno un giorno nelle aree interessate. Per quanto riguarda l’attività trapiantologica, nel caso dei tessuti deve essere richiesto al momento dell’anamnesi se il potenziale donatore ha soggiornato per almeno una notte negli ultimi 28 giorni in una delle zone interessate; riguardo invece al potenziale donatore di organi che nel corso degli ultimi 28 giorni abbia soggiornato in queste aree, verranno attivati il Centro Nazionale ed il Centro Regionale Trapianti, nonché la «Second Opinion Nazionale Infettivologica» per valutare la situazione caso per caso.