2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Emergenza idrica

Siccità 2007-2008, arriva la dichiarazione di calamità naturale

Si tratta di una prima risposta dell'esecutivo regionale alle aspettative degli agricoltori ed è un provvedimento che consentirà di attivare tutti i possibili interventi previsti dalla normativa nazionale

Tra il 15 ottobre 2007 e il 15 luglio 2008 siccità e venti di scirocco hanno gravemente danneggiato le colture in Sardegna. Ecco perché la Giunta regionale, su proposta dell'assessore dell'Agricoltura Francesco Foddis, e dopo le verifiche sul campo dei tecnici dell'Agenzia Argea, ha deliberato la declaratoria sullo stato di calamità naturale per l'annata agraria 2007-2008. Si tratta di una prima risposta dell'esecutivo regionale alle aspettative degli agricoltori ed è un provvedimento che consentirà di attivare tutti i possibili interventi previsti dalla normativa nazionale.

Inoltre, coerentemente con le direttive comunitarie e nazionali, va avanti l'attuazione del progetto per la graduale sostituzione degli interventi compensativi con gli aiuti per l'assicurazione delle produzioni agricole. E nei prossimi giorni l'Agenzia Laore, di concerto con le organizzazioni di categoria, avvierà una campagna di comunicazione e informazione rivolta agli agricoltori sui Piani assicurativi.

Secondo le rilevazioni dei tecnici Argea, tra le colture maggiormente danneggiate vi sono il grano duro, i cereali minori, le leguminose da granella, gli erbai, i prati pascolo, i pascoli naturali e migliorati, gli agrumi e gli olivi. La siccità ha inoltre pesantemente danneggiato anche la fioritura delle essenze spontanee e coltivate di interesse apistico, con ripercussioni disastrose sulle produzioni del settore e in particolare in quella del miele.
Le attività di monitoraggio di Argea sugli effetti dell'andamento climatico e sui danni al comparto, in particolare per le coltivazioni olivicole, viticole e la produzione di miele, continuerà anche nei mesi successivi.

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