19 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Un dossier per dimostrare l'innocenza di Alberto Stasi

Giallo di Garlasco, dossier della difesa: «Chiara fu spostata da due persone»

Una relazione della difesa smonta tutti gli elementi dell'accusa: «La traccia sulla bici non è sangue umano»

Un dossier per dimostrare l'innocenza di Alberto Stasi. Lo ha presentato la difesa del giovane indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Un anno dopo nel giallo di Garlasco manca ancora la prova schiacciante e oggi, a pochi giorni dal primo anniversario del delitto, i legali di Stasi hanno depositato una relazione per smontare gli indizi su cui poggia l'accusa.

Il documento, dicono i legali, contiene novità importanti ed è accompagnato da una nota in cui si chiede di archiviare il procedimento. Nella relazione si sostiene che il corpo di Chiara dopo il delitto fu spostato da almeno due persone e che le impronte ritrovate non sono compatibili con quelle di Alberto. Si cerca inoltre di dimostrare come fu possibile per il giovane attraversare il salotto senza sporcarsi le scarpe e soprattutto si contesta elemento più pesante: quella traccia che i RIS hanno trovato su un pedale della bicicletta di Alberto Stasi, per la difesa non è sangue, ma il Dna, riconducibile a Chiara Poggi, avrebbe un'altra origine biologica.