24 aprile 2019
Aggiornato 11:30
Social network

La Germania «attacca» Facebook, l'Europa affila le armi

Il colosso della Silicon Valley userebbe altri social network, come le controllate Instagram e Whatsapp, oltre a Twitter e altri siti web, per raccogliere una gran massa di informazioni sugli utenti a loro insaputa

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BONN - Facebook dovrebbe chiedere il consenso degli utenti prima che i dati raccolti dalle controllate Whatsapp e Instagram e su siti terzi vengano condivisi sui loro account sul social network. Lo ha stabilito l'autorità antitrust tedesca, che ha anche affermato che gli utenti che negano il loro consenso alla raccolta dati non dovrebbero essere esclusi da servizi di Facebook. «In futuro non sarà più permesso a Facebook di obbligare gli utenti ad acconsentire a una raccolta dati praticamente illimitata e di assegnare dati non-Facebook agli account Facebook degli utenti» ha detto il capo dell'Ufficio federale per la concorrenza Andreas Mundt. «Se gli utenti non acconsentono, Facebook non dovrebbe escluderli dai suoi servizi e deve evitare di raccogliere e accorpare dati da fonti diverse».

Privacy e soldi

L'autorità sta esaminando la pratiche di Facebook da metà 2016, sostenendo che il colosso della Silicon Valley usa altri social network, come le controllate Instagram e Whatsapp, oltre a Twitter e altri siti web, per raccogliere una gran massa di informazioni sugli utenti a loro insaputa. Queste informazioni formano poi la base dei ricavi pubblicitari di Facebook.

Posizione dominante

La richiesta di assenso specifico alla condivisione dei dati avanzata dall'ufficio è ben diversa dalle ipotesi avanzate della stampa secondo cui l'autorità avrebbe proibito alcune funzioni come i bottoni «Like» o «Share» di cui sono tappezzati i siti terzi. Tuttavia il Bundeskartellamt ha stabilito che Facebook ha una posizione «dominante» nei social network in Germania, con 23 milioni di utenti attivi giornalieri. I servizi rivali, come Snapchat, YouTube o Twitter «offrono solo parti del servizio di un social network» e non sono direttamente comparabili, ha affermato l'autorità.

Leggi sulla concorrenza

Questo significa che la scelta secca tra l'accettare una raccolta di dati di ogni genere o restare fuori da Facebook «rappresenta soprattutto un cosiddetto sfruttamento abusivo» secondo l'ufficio. «Stiamo lavorando per introdurre barriere di sicurezza per Internet in termini di leggi sulla concorrenza» ha detto Mundt, che ha dato a Facebook quattro mesi per presentare un «concetto» per adeguarsi e un anno per la sua entrata in vigore. Altrimenti, rischia una multa fino a 10 milioni di euro al mese.

La «difesa» di Facebook

Facebook ha annunciato che ricorrerà contro la delibera dell'antitrust per che «applica in modo scorretto le leggi antitrust tedesche, fissando norme che si applicano a una sola società». «Dobbiamo affrontare una dura concorrenza in Germania» ha sostenuto il colosso californiano.