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C'è una piattaforma per le offerte di lavoro nel settore fintech

Una partnership speciale tra Fintastico e Meritocracy permette di avere in un'unica piattaforma tutte le offerte di lavoro disponibili nel settore fintech

C'è una piattaforma per le offerte di lavoro nel settore fintech
C'è una piattaforma per le offerte di lavoro nel settore fintech (Shutterstock.com)

MILANO - Per Statista il fintech sarà la più grande industria globale del 2018: in servizi di tecnologia finanziaria si investiranno 8 miliardi di dollari. Un mercato destinato a crescere con il costante abbandono del contante e con i servizi sempre più accessibili delle banche online. Dati alla mano (quelli del Politecnico di Milano e Nielsen), nell’utimo anno il 16% degli italiani ha fatto ricorso ad almeno un servizio fintech. La fetta sale a oltre il 30% se si considerano i soli Millenials, i nati dopo il 1980. Naturalmente, il servizio più utilizzato attiene ai pagamenti via mobile.

In contesto di costante crescita, laddove gli strumenti finanziari digitali diventano sempre più mainstream, anche le opportunità di lavoro nel settore possono subire un’impennata verso l’alto. Soprattutto in un’economia sempre più incline a utilizzare la piattaforma come mezzo di scambio di competente, soprattutto digitali e tecnologiche. Il concetto di piattaforma ha, di fatto, rivoluzionato completamente il nostro modo di ottenere le cose, qualsiasi cosa. Dal taxi a un piatto di pasta in ufficio. L'economia della piattaforma ha rivisistato il nostro modo di vivere e suscita aspettative su ciò che è possibile fare sul posto di lavoro, dalla condivisione dei talenti alla democratizzazione di opportunità.

Ed è proprio una piattaforma per le opportunità di lavoro quella realizzata da Fintastico in collaborazione con l’agenzia di recruitment digitale Meritocracy. Si chiama Fintech Job e, come una bussola, permette di orientarsi tra le offerte di lavoro in ambito fintech. La partnership siglata tra Fintastico, il TripAdvisor dei servizi finanziari innovativi, e Meritocracy si fonda sulla capacità di entrambe le aziende di raccontare questa nuova industry e di favorire lo sviluppo di una cultura d'impresa che passi anche attraverso le occasioni di lavoro.

In una sezione dedicata del sito Fintastico propone una selezione dei più interessanti annunci di lavoro forniti da Meritocracy relativi al settore fintech, per aiutare le imprese a far conoscere le opportunità legate a un comparto in forte sviluppo e i professionisti a mettere in gioco le proprie competenze specifiche. Meritocracy ha sviluppato un widget, un componente grafico che facilita le interazioni degli utenti con questo nuovo servizio con lo scopo di rivolgersi a un’audience estremamente qualificata e offrire agli utenti l’opportunità di lavorare all’interno di aziende altrettanto qualificate e all’interno del settore.

Non stiamo parlando solo di startup, ma anche di banche tradizionali - che continuano a mantenete un ruolo importante nel mercato - e che hanno fatto dell’innovazione il loro primo pilastro. Se inizialmente le previsioni vedevano le banche spacciate dall’ondata delle startup fintech, ben presto si è assistito a un’inversione di tendenza laddove erano proprio le banche hanno cominciato ad associarsi alle startup, per sopravvivere. Oltre 700 le imprese innovative che, dal 2014 a oggi hanno ricevuto finanziamenti per 25,7 miliardi di dollari, a livello globale. E quelle che hanno ricevuto più investimenti sono poi quelle che operano in settori ancora non considerati dalle normative (+205%), secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano. Il nodo cruciale, però, è rappresentato dal fatto che le fintech, almeno finora, non hanno portato a una chiara disruption di componenti del mercato o sono riuscite ad imporsi su un servizio o un segmento dell’intermediazione finanziaria, finendo - nella maggior parte dei casi - per essere acquistate dalle banche centrali o, nella peggiore delle ipotesi, indirizzare il loro business.

Le opportunità di lavoro possono essere comunque molto promettenti, sia all’interno di una startup (alcune di queste hanno un mercato ormai molto consolidato e sono delle vere e proprie aziende come N26 o Satispay) che all’interno di un istituto bancario tradizionale.