22 gennaio 2022
Aggiornato 06:00
industria

A Torino si riuniscono tutti i Big per parlare di Industria 4.0

A Torino si incontreranno il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, quello dell’Economia Pier Carlo Padoan e il premier Gentiloni

TORINO - Riuniti intorno allo stesso tavolo, a Torino, per discutere del Piano Industria 4.0 e dei suoi sviluppi nel prossimo futuro. Un futuro che si presenta a macchie di leopardo, un po’ come avviene spesso nella nostra Penisola, quando si parla di innovazione e di startup. Domani, 8 febbraio, alle officine OGR del capoluogo sabaudo - simbolo della trasformazione industriale - interverranno il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, quello dell’Economia Pier Carlo Padoan e il premier Gentiloni. Insieme a loro una parterre di addetti al settore, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, la numero uno di Rete Imprese Italia Patrizia De Luise e altri ancora.

Obiettivo? Evangelizzare la platea sui risultati raggiunti dal Piano Industria 4.0 e guardare alle nuove prospettive. Un piano che - a dispetto delle iniziali previsioni - almeno sul concreto, ha funzionato. Nell’ultimo trimestre del 2017 gli ordinativi di robot e di macchine utensili destinati al mercato italiano hanno fatto un balzo in avanti senza precedenti, raggiungendo un incremento dell’86,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Merito delle politiche volte a ridurre il tasso di obsolescenza dei macchinari delle nostre industrie che avevano raggiunto i 15 anni, il tasso più alto dal dopoguerra.
I risultati sono incoraggianti e sono arrivati principalmente dagli incentivi, iperammortamento e superammortamento che, in alcuni casi, devono aver contribuito ad anticipare gli acquisti in macchinari da parte delle industrie italiane. I macchinari, però, non sono sufficienti a innescare il meccanismo e traghettare le imprese verso la rivoluzione digitale.

Per Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche Industriali Confindustria, intervenuto al convegno organizzato dall’Unione Industriale torinese, è il momento di mettere a punto nuove politiche. «Dobbiamo attuare una trasformazione delle aliquote di ammortamento. Siamo fermi a un decreto del ’78 e questo significa che se io compro una stampante 3D questa viene ammortizzata come una stampante tradizionale. E’ ovvio che la tecnologia accorcia l’obsolescenza delle macchine e dobbiamo pensare a rivedere le aliquote e proporre agevolazioni che comprendano anche altre attività rispetto alle macchine», ha detto Bianchi durante l’evento.

Attese e dubbi riguardano poi il tanto atteso piano delle competenze, dal credito d’imposta per la formazione aziendale, fino al bando per i Competence Center, quella parte di piano che non ha funzionato subito. Il bando per i Competence Center è arrivato con un anno di ritardo e potrebbe non rivelarsi così essenziale per attuare l’agognato trasferimento tecnologico tra università e imprese. I fondi messi a disposizione per questi centri di alta specializzazione sono pochi e potrebbero non essere sufficienti per espletare le funzioni che il Piano Calenda ha previsto per i Competence Center.

Nella stessa giornata Calenda incontrerà in Prefettura i vertici della Embraco, azienda che ha annunciato l'intenzione di lasciare a casa quasi cinquecento dipendenti, e i sindacati, mentre i lavoratori hanno annunciato per quel giorno uno sciopero di otto ore con presidio in piazza Castello, a Torino.