Industria 4.0, il bando per i Competence Center è finalmente arrivato

Al via il bando per i Competence Center. Le domande potranno essere presentate a partire dal 1° febbraio

Industria 4.0, il bando per i Competence Center è finalmente arrivato
Industria 4.0, il bando per i Competence Center è finalmente arrivato (Shutterstock.com)

ROMA - Non è mai troppo tardi per mantenere le promesse. Anche se otto mesi di ritardo, in Italia, potrebbero sembrare quasi poca cosa. Ed è così che il Ministero per lo Sviluppo Economico ha finalmente pubblicato il bando di gara per la costituzione dei tanto attesi Competence Center previsti dal Piano Industria 4.0 e che dovrebbero favorire il trasferimento tecnologico tra atenei e centri di ricerca vero le PMI del territorio.

Il bando
Un percorso lungo e tortuoso quello dei Competence Center, il cui bando, avrebbe dovuto esser pronto già dopo la pausa estiva, ma che ha visto la luce - invece - dopo la lunga pausa delle vacanze natalizie. Poco contano, ora, i ritardi. Il decreto che stabilisce i requisiti per accedere al bando c’è ed è estremamente dettagliato. Nello specifico le domande potranno essere presentate a partire dal 1° febbraio 2018 fino alle ore 24 del 30 aprile 2018.

La funzione dei Competence Center
Il decreto, in particolare, mette in luce quale dovrà essere la specifica funzione per questi Competence Center per cui il MISE ha previsto 40 milioni di euro. Le strutture dovranno erogare una serie di servizi tra cui l’orientamento alle PMI in modo tale che queste possano apprendere il loro grado di digitalizzazione, formazione alle PMI al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività che si svolgeranno sia in aula che lungo la linea produttiva con casi d’uso finalizzati a far comprendere i reali benefici apportati dalle nuove tecnologie. I Competence Center, inoltre, dovranno attrezzarsi per attuare i progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale proposti dalle imprese, naturalmente sempre in ambito Industria 4.0 (nuovi prodotti o processi industriali). Le competenze, tuttavia, resteranno il perno trainante di tutto il progetto. Del resto in Italia sono 13 milioni gli adulti che hanno skill di base molto basse: si tratta soprattutto di persone mature, che lavorano nelle piccole imprese e di immigrati. A fronte di questo, solo il 14% degli adulti a bassa qualificazione partecipa a qualche tipo di formazione per adulti. Dati che confermano quanto sia importante la formazione di tutti i lavoratori e non solo di quelli più giovani.

I fondi pubblici
Ai Competence Center saranno assegnati fondi pubblici sulla base del regolamento Ue Gber, per un massimo di 7,5 milioni di finanziamento per singolo polo. I fondi dovrebbero essere erogati nella misura del 65% per la costituzione e l’avvio e nella misura del 35% per i progetti (per un importo massimo di 200mila euro). I decreto stabilisce, tuttavia, una serie di punti che saranno presi in considerazione nel valutare le domande da parte degli enti che intendano partecipare al bando tra cui, solidità economica finanziaria del soggetto proponente, numero dei progetti di trasferimento tecnologico realizzati con le PMI (Industria 4.0), numeri di pubblicazioni scientifiche in ambito Industria 4.0, numero di strutture operative utilizzate in attività di ricerca e dedicate al trasferimento tecnologico verso le imprese, numero di brevetti delle imprese partner e altro ancora.

I controlli
L’erogazione dei benefici avrà cadenza annuale e in funzione degli obiettivi conseguiti (previa presentazione di specifica richiesta); saranno concessi per 3 anni e rinnovabili per 12 mesi. Benefici che, tuttavia, potranno anche essere revocati. Il Ministero, infatti, attraverso un suo rappresentante, potrà disporre in ogni momento controlli e sopralluoghi ispettivi al fine di accertarsi che il programma previsto dal decreto medesimo venga effettivamente eseguito e che il Competence Center assolva alla sua funzione verso le PMI del territorio.

Le Università prescelte
Malgrado debbano ancora essere selezionate le Università, è molto probabile che i Competence Center sorgano a stretta vicinanza dei poli universitari italiani. Stando al Piano Industria 4.0, lo stesso aveva già individuato i Politecnici di Milano, Bari e Torino, la scuola Sant’anna di Pisa (in partnership con la Normale), l’università di Bologna e la Federico II di Napoli in coordinamento con gli altri atenei campani. A cui poi si è aggiunta la rete delle università del Veneto coordinate dall’ateneo di Padova. Secondo il Sole24Ore, infatti, saranno proprio questi gli atenei a ospitare i Competence Center, al netto del bando. Torino e Milano scelti per lo sviluppo nel settore di addive manufactory (il politecnico di Torino ha da poco lanciato un master specifico), Bologna per i Big Data, Sat'anna di Pisa per la robotica e la realtà virtuale, Padova per l’Internet of Things, Napoli e Bari per nuovi materiali e robotica e Genova per la cyber security.