8 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
e-commerce

C'è un braccialetto che controllerà i dipendenti di Amazon

Il braccialetto di Amazon è in grado di monitorare con precisione i movimenti dei dipendenti, vibrando per guidarli nella giusta direzione

C'è un braccialetto che controllerà i dipendenti di Amazon
C'è un braccialetto che controllerà i dipendenti di Amazon ANSA

MILANO - Ci risiamo. Non solo Amazon - a forza di automazione - sta contribuendo a ridurre la forza lavoro nel mondo, ma ora sarebbe anche intenzionata a controllarla. Come? Attraverso un braccialetto, il cui brevetto è stato appena depositato, che dovrebbe contribuire a monitorare in maniera costante i movimenti dei suoi dipendenti all’interno dei magazzini di stoccaggio. Un notizia che, peraltro, arriva dopo l’annuncio fatto solo pochi giorni fa e riguardante una possibile società sanitaria che il colosso web starebbe mettendo in piedi per offrire assistenza medica al proprio personale. Se da una parte Amazon dimostra di provare un minimo di pietà per i suoi dipendenti, dall’altra sembra sempre più intenzionato a farli diventare dei veri e propri bambocci nelle sue mani.

Le preoccupazioni ci sono, ma questa non sarebbe la prima volta che Amazon ha sviluppato qualcosa che poi, nel tempo, si è dimostrato essere un vero flop. Il Fire Phone nel 2014 costato alla società 170 milioni di sterline inglesi. Ma questo è solo l’esempio più noto di una lista piuttosto lunga che include Amazon Webstore, Amazon Destinations, WebPay, PayPhrase, Askville, Amazon Auction e una brevissima gamma di pannolini premium.

Secondo GeekWire, che ha vsionato il prototipo, il nuovo braccialetto wireless è in grado di monitorare con precisione i movimenti dei dipendenti, vibrando per guidarli nella giusta direzione. I dati relativi agli ordini effettuati sulla piattaforma online vengono quindi trasmessi al device indossato al polso dell’operatore il quale dovrà quindi dirigersi velocemente nell’area dove è stoccata la merce, prelevarla e passare all’ordine successivo. Una vera e propria catena di montaggio, guidata da vibrazioni.

Come funziona esattamente questo dispositivo? Secondo Gizmodo, si tratta di un sistema basato su tre fattori: il braccialetto indossato dal lavoratore che comunica con i trasduttori a ultrasuoni posizionati nell'ambiente circostante e un «modulo di gestione» che permette di tracciare i movimenti. Il prossimo step, suggerisce il brevetto, è l'automazione totale dei processi che però al momento trasformerebbero sostanzialmente gli uomini in macchine controllate.

Come se di macchine non ce ne fossero già abbastanza dentro i magazzini di Amazon. Già oggi, in Amazon, lavorano circa 55mila dipendenti robot (dati 2016) che contribuiscono a ridurre al minimo il movimento e le ferite dell'uomo in questi enormi centri di stoccaggio. Le macchine, di fatto, possono recuperare più velocemente i prodotti di quanto non facciano le persone. In ogni caso il tasso di automazione di Amazon sta accelerando ed è probabile che si arrivi presto a un totale di 100mila robot. E questi robot li vedremo presto anche nei magazzini italiani, in particolare nell’hub che sarà aperto entro settembre 2018 a Torrazza Piemonte. I robot hanno la forma di parallelepidi, pesano 145 chilogrammi e possono sollevarne fino a 340; si spostano a 5 chilometri all’ora e, soprattutto, quando non sono in azione stanno in gabbia. Vengono infatti chiusi in recinti ai quali accedono solo alcuni operai specificamente formati. Una volta entrati in azione sollevano carichi e, pertanto, permettono ai dipendenti di non correre tra le diverse aree del magazzino e concentrarsi su altre cose. Se la forza lavoro fosse dotata di braccialetti vibranti, a questo punto, il ritmo di lavoro aumenterebbe ancora di più. A discapito dei dipendenti.

Dipendenti che comunque, corrono il rischio di essere sempre di meno e, per giunta, controllati - al netto degli hub che sorgono come funghi (e relative assunzioni). Qz.com suppone che il numero di dipendenti nella vendita al dettaglio crollerà dell’1% anno su anno (ovviamente prendendo in considerazione le tendenze attuali). Se l’1% vi sembra poco, sicuramente 170mila persone vi sembreranno abbastanza. E sono quelle che perderebbero il lavoro a causa dell’automazione.

Cosa significa questo? Che il numero di posti creati da Amazon non sarà sufficiente a coprirne la moria generata dall’inserimento, ad esempio, di flotte di robot all’interno dei magazzini. Anche perchè se il colosso di Jeff Bezos manterrà il tasso attuale di crescita del personale su base annua finirà per aggiungere «solo» 146mila dipendenti in tutto il mondo. Con il risultato che l’occupazione nel commercio legato ad Amazon diminuirebbe ancora di 24mila unità.